“In prigione”. Amanda Knox si presenta così, la foto scatena la polemica. E volano insulti


Le tradizioni vanno rispettate. Così Amanda Knox, a poco più di un mese dalle sue nozze con Christopher Robinson, ha deciso di indossare qualcosa che simboleggia il suo passato: la divisa da detenuta quando era rinchiusa nel carcere di Perugia. In un selfie destinato a suscitare polemiche, la 32enne di Seattle – assolta definitivamente nel 2014 per l’omicidio di Meredith Kercher – posa davanti allo specchio della sua casa di Seattle con pantaloni della tuta grigi, un maglione blu fantasia e un berretto.

“Rimangono 40 giorni al matrimonio e 267 attività nell’elenco delle cose ancora da fare, mi sono ritratta nella mia sala hobby con la mia vecchia uniforme della prigione. Letteralmente la stessa maglia e gli stessi pantaloni che indossavo nella casa circondariale di Capanne a Perugia”, si legge nel post su Instagram, riferendosi alla prigione in cui è stata rinchiusa per quattro anni. Continua dopo la foto








La foto ha scatenato i commenti dei suoi followers, molti dei quali si sono congratulati con lei in vista delle nozze e hanno sottolineato il cambiamento avuto dal 2007 ad oggi. “Hai fatto un lungo cammino da quell’uniforme, sono così felice che tu ti abbia ripreso la tua vita”, scrive un utente. Mentre in un altro post si legge. Continua dopo la foto






“Sono contenta che li indossi ora liberamente e con gioia. Possano arrivarti amore e benedizioni”. Lo scatto è però destinato a suscitare polemiche, riguardo all’atteggiamento di Amanda rispetto a tutta la vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta: “Pensavo che l’avessi bruciato, ma che coraggio ci vuole per rimetterlo!”, si legge in un post. “La prigione mi ha cambiato. Nessuno mi credeva, neanche il cappellano con cui ora siamo diventati amici, ma lui almeno non mi ha mai giudicato” aveva detto in una recente intervista Amanda Knox. “Per tutto il mondo io ero una furba, psicopatica e drogata, puttana. Ma è stata creata una storia falsa che ha scatenato le fantasie della gente. Una storia che piaceva alla gente”. Continua dopo la foto



 


“I giornalisti scrivevano di orge sessuali, mi hanno ribattezzato ‘Foxy Knoxy’, hanno fatto speculazioni” aggiunge Amanda, visibilmente commossa. “E questa storia falsa è entrata anche in aula di tribunale, mentre io in cella potevo solo soffrire in silenzio. L’inchiesta è stata contaminata da questa storia falsa ed era impossibile per me avere un processo giusto, per l’opinione pubblica io ero un oggetto da consumare”. “Spero di avere un confronto con il mio pm Giuliano Mignini, un faccia a faccia fuori dagli schemi ‘buono-cattivo’ perché era questa contrapposizione a rendere impossibile la comprensione fra noi” dice Amanda Knox nel suo intervento. “Per me lui era un mostro da temere che voleva solo distruggere la mia vita ma grazie al documentario di Netflix non ho visto un uomo cattivo ma ho visto motivazioni nobili di chi voleva rendere giustizia a una famiglia in lutto”.

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