12enne spara in classe e si uccide: morta l’insegnante, sei feriti


Terribile tragedia con protagonista un giovanissimo omicida. Un ragazzino di appena 12 anni è stato infatti l’autore dell’assassinio di un’insegnante nel nord del Messico. La donna è stata uccisa a colpi di pistola. Ha inoltre aperto il fuoco contro i suoi compagni di classe, prima di rivolgere l’arma contro di sé e di suicidarsi. Secondo quanto riferito dagli organi di informazione messicani, le persone rimaste ferite sono state complessivamente sei.

Secondo quanto riportato dalla Polizia locale, il dodicenne ha improvvisamente uscito la pistola dalla sua borsa ed ha iniziato a sparare contro tutti. La sparatoria ha avuto luogo alle 8.30 di oggi, venerdì 10 gennaio, nella scuola privata ‘Cervantes del Bosque’ di Torreòn, nello stato di Coahuila, nelle vicinanze del confine con gli Stati Uniti. Tra i feriti ci sarebbero tre studenti ed un insegnante, tutti trasportati in ospedale per le cure del caso. (Continua dopo la foto)







Sul posto è immediatamente giunta la Procura, che ha subito avviato le analisi degli esperti per capire cosa sia accaduto. Il quotidiano messicano ‘Milenio’ ha riferito che il delegato regionale della Procura generale, Maurilio Ochoa, ha dichiarato che il baby assassino aveva portato due armi. Una era di piccolo calibro, mentre l’altra di un calibro maggiore. (Continua dopo la foto)








Inizialmente era circolata la voce che gli spari fossero avvenuti all’interno di un’aula dell’edificio scolastico. Poi si è invece saputo che, prima della sparatoria, il ragazzino avesse chiesto di uscire per cambiarsi i suoi pantaloni. Essendo trascorso troppo tempo dall’uscita dalla classe, l’insegnante si è messa alla ricerca del suo alunno. E una volta incontrato, si è consumato il dramma. (Continua dopo la foto)

 

La maestra ha notato le due pistole ed ha chiesto spiegazioni in merito. A quel punto il dodicenne ha esploso i colpi ammazzandola. Il delegato della Procura ha inoltre aggiunto che lo studente aveva ottime credenziali, avendo dei “buoni voti”. Non si segnalano ai suoi danni nemmeno episodi di bullismo e non soffriva di problematiche di natura depressiva. Il bambino viveva insieme alla nonna, ma le autorità adesso stanno cercando di rintracciare anche i suoi genitori per cercare di saperne di più. Gli inquirenti non stanno quindi per ora seguendo una pista in particolare: tutte le ipotesi sono al loro vaglio.

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