Casa al mare a 300 € al mese, ristorante con 10 € e Irpef in tasca. Perché sempre più “over” decidono di trasferirsi


Cambiare clima, panorama, vedere lievitare ‘miracolosamente’ la propria pensione, grazie al potere d’acquisto diverso all’estero, e vivere più di un giorno da leoni. E’ il sogno di tanti pensionati che si rivolgono all’agenzia Nuova Vita per cominciare un viaggio che potrebbe cambiare radicalmente la propria esistenza. Con mille euro di pensione al mese si vive bene in Portogallo, mentre per la Spagna meglio averne 1300.

Non è semplice lasciare tutto all’improvviso, per questo l’agenzia prepara “la vacanza studio”. Con una spesa dai 400 ai 900 euro a persona a settimana a seconda della destinazione si può “testare il Paese”, vivendo in una casa della destinazione prescelta con l’aiuto di un collaboratore dell’agenzia che vi farà toccare con mano i vantaggi e gli svantaggi della vita in un altro Paese. Se l’esperienza è piaciuta, se vi innamorate siete pronti per il trasloco. Secondo gli accordi bilaterali tra Italia e Portogallo attivi dal 2009, coloro che prendono la residenza nello Stato portoghese riceveranno la pensione lorda senza subire tassazioni sul loro assegno mensile per ben 10 anni. (Continua a leggere dopo la foto)








Il 23 settembre del 2009, infatti, all’interno del decreto legge 249/2009, è stato approvato il Codice Fiscale dell’Investimento, un allettante regime fiscale in cui è stata introdotta la figura giuridica del “Residente non abituale”, che permette ai pensionati di poter usufruire di un’esenzione d’imposta per dieci anni consecutivi al riconoscimento e alla detassazione della propria pensione. Per ottenere questo status è necessario vivere in Portogallo minimo sei mesi più un giorno ogni anno o avere un regolare contratto di locazione annuale, ma per il fisco italiano si deve comunque soggiornare più di metà anno nella nuova residenza. Oltre l’obbligo di residenza vi sono altre condizioni necessarie per vivere in Portogallo da pensionato italiano. (Continua a leggere dopo la foto)





Non essere stato tassato come residente fiscale in Portogallo nei 5 anni precedenti la richiesta dello status. Possedere le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Portogallo. Quindi l’interessato dovrà dimostrare di aver soggiornato nel territorio per più di 183 giorni o, in caso contrario, dovrà apportare una documentazione, quale contratto di affitto, che faccia presupporre la propria volontà di occupare l’immobile come residenza abituale. Per ottenere successivamente la qualifica di Residente fiscale non abituale, bisognerà inoltrare una richiesta presso l’Agenzia delle Entrate portoghese, la quale dopo circa sei mesi rilascerà tale qualifica che, in ogni caso, non sarà automatica, bensì sarà rilasciata dopo un’attenta valutazione e successiva approvazione da parte delle autorità fiscali. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Dopo aver ottenuto tale riconoscimento, si potrà usufruire della tassazione della pensione in Portogallo come residente non abituale per un periodo di 10 anni, al termine del quale si verrà tassati secondo le regole generali del Codice dell’IRS. Proprio alla luce di questo, solo nel 2013 c’è stato un incremento del 40%, rispetto all’anno precedente, nel numero di pensionati stranieri che hanno acquistato casa in Portogallo, con ovvie e positive ricadute sul governo del Paese. Ad oggi gli 80 mila pensionati esteri aderenti al programma portano al Paese circa 2 miliardi di Pil l’anno. Un bilocale fronte mare non costa più di 3/400 euro al mese, con 10/12 euro al ristorante si mangia dell’ottimo pesce, il caffè 60 cent, e in più tutta l’Irpef che rimane in tasca.

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