Giulio Regeni, un’atroce novità: quando è salito sul vagone della metropolitana con lui c’erano 5 persone. Ecco chi erano e perché mettono nei guai il governo egiziano: i dettagli


Sei mesi dopo l’uccisione di Giulio Regeni, spuntano nuovi elementi sulla scomparsa del ragazzo italiano. Come riferito dal Tg di La7, ci sarebbero stati cinque poliziotti accanto a Regeni quando il ragazzo è salito in metro, e gli stessi lo affiancavano anche quando il ricercatore è sceso dalla stessa metropolitana. Lo evidenzia l’analisi del traffico delle celle, tramite il quale è emerso anche che uno di quei poliziotti era anche sulla strada dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Giulio.

Il 25 gennaio 2016 la studentessa Noura Wabby, amica di Regeni conosciuta nel 2014 a Cambridge, denunciò sul proprio profilo Facebook la scomparsa del ricercatore il quale, qualche ora prima, doveva incontrare delle persone in piazza Tahrir per festeggiare il compleanno di un amico. Il corpo mutilato e mezzo nudo di Giulio Regeni fu trovato il 3 febbraio 2016 in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.

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La salma mostrava segni compatibili con ipotesi di sottoposizione a tortura: contusioni e abrasioni in tutto corpo, come quelle tipicamente causate da un grave pestaggio, lividi estesi non incompatibili con lesioni da calci, pugni ed aggressione con un bastone. Si contarono più di due dozzine di fratture ossee, tra cui sette costole rotte, tutte le dita di mani e piedi, così come gambe, braccia e scapole; si riscontrarono coltellate multiple sul corpo, comprese le piante dei piedi, probabilmente inferte con un rompighiaccio o uno strumento simile ad un punteruolo. Vi erano inoltre numerosi tagli, su tutto il corpo, causati da uno strumento tagliente simile ad un rasoio.

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Si sono altresì riscontrate estese bruciature di sigarette, nonché una bruciatura più grande, tra le scapole, realizzata verosimilmente con un oggetto duro e caldo; l’esame autoptico rivelava una emorragia cerebrale e una vertebra cervicale spezzata a seguito di torsione del collo che sarebbe la causa ultima della morte. I media e il governo dell’Egitto hanno respinto l’accusa di coinvolgimento nell’omicidio, sostenendo invece che gli agenti segreti sotto copertura appartenenti ai Fratelli Musulmani avrebbero effettuato il crimine al fine di mettere in imbarazzo il governo egiziano e destabilizzare i rapporti tra Italia ed Egitto. Ma questa ultima prova, escluderebbe quindi del tutto la pista della banda criminale. Cosa è successo allora a Giulio? Perché è stato ucciso? Dovremo aspettare ancora, per capire davvero cosa sia successo al ricercatore italiano…

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