“Porta più armi, ci servono”. In queste ore stanno emergendo gli sms choc tra l’attentatore della strage di Nizza e altri due complici. ” Non sono gli unici!”, avverte la polizia. Ecco quello che si sono scritti


 

La ricerca sul perché del folle gesto di Nizza è ancora aperta, e in queste ore stanno emergendo nuovi particolari sulla vita del killer. La pista terrorismo sta acquistando sempre più conferma, come anche la pista dei complici. Per la strage del tir sulla Promenade des Anglais, dove hanno perso tragicamente la vita 84 persone, sono stati arrestati due sospetti, un uomo e una donna. Degli altri fermi, c’era anche l’ex moglie dell’assassino Mohamed Lahouaiej Bouhlel, che è stata rilasciata. Lo “Stato islamico” ha rivendicato l’azione di Bouhlel, definendolo un loro soldato. Sicuramente un “soldato” diverso dagli altri e autonomo che ha agito per conto suo. E secondo le autorità francesi il killer non avrebbe avuto mai rapporti noti con i terroristi.

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Anche i conoscenti hanno subito scartato quest’ipotesi, definendo l’uomo come “un po’ matto” ma che non aveva mai parlato di estremismo o fatto menzione riguardo ad alcuni rapporti con l’Isis. Eppure nuovi particolari emergono dai dati telefonici del 31 enne attentatore e dagli interrogatori. Come ad esempio l’sms inviato prima del massacro a un destinatario, uno dei sospetti sotto custodia della polizia, al quale chiedeva di portare più armi. L’invio di questo messaggio risale al 14 luglio, alle 22:27, poco prima di entrare sul lungo mare e compiere la strage. Secondo il quotidiano “Nice Matin” gli investigatori stanno esaminando un altro messaggio in cui il tunisino rassicurava un interlocutore riguardo al possesso di “materiale”. Una fonte vicina alle indagini però ha precisato che dai vari esami fatti sul cellulare e sul computer di Bouhlel, non è stato trovato materiale di propaganda.

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L’esame degli sms ha condotto, nella nottata di giovedì, gli investigatori in un indirizzo al centro di Nizza, dove è stato perquisito un appartamento in cui però non sono state trovate armi, esplosivi. Ma questo non va a escludere il fatto che il tunisino non abbia avuto dei complici. Altro fatto particolare che è emerso è che Bouhlel si “sarebbe radicalizzato rapidamente”. Un testimone ha riferito che nelle ultime settimane aveva assunto atteggiamenti estremisti, si era fatto crescere la barba. Due giorni prima l’uomo aveva anche perlustrato il luogo dell’attentato: infatti dalle telecamere di sorveglianza della città, pare che il tir con cui è stata compiuta la strage fosse passato sulla Promenade l’11 luglio.

“Era depresso per via del divorzio”. Più passa il tempo, più emergono dettagli agghiaccianti sull’autore della tremenda strage di Nizza. Tutti, da ore, si chiedono la stessa cosa: “Ma come ha fatto a passare?”. Così…