Cannabis light a domicilio? Da non sottovalutare velocità e privacy


La tematica dell’utilizzo della cannabis è tornata in tempi recenti prepotentemente alla ribalta, con una differenza rispetto al passato: l’interesse odierno guarda agli effetti terapeutici anziché a quelli psicotropi e ludici dell’erba. Grazie all’introduzione di una nuova normativa difatti, che in sintesi ha legalizzato le coltivazioni della canapa light, sono nati negli ultimi anni in tutto il Paese moltissimi growshop e punti vendita in cui si rende possibile l’acquisto, ma anche di altrettanti shop online di erba legale che ovviamente tra i servizi offerti annoverano la consegna a domicilio, velocissima e totalmente anonima.

La situazione normativa della canapa legale

La coltivazione della canapa legale in Italia è autorizzata e regolamentata dalla legge 242/2016, che tra le sue finalità ha quelle di promuovere e sostenere la filiera della Cannabis sativa come cultura ecosostenibile. Grazie a tale coltura è possibile apportare un contributo alla diminuzione del suolo coltivato e alla desertificazione. È opportuno sottolineare difatti come dalla canapa sia possibile ottenere moltissimi derivati, come ad esempio cosmetici, alimenti, imballaggi ed altro ancora.

Per poter rientrare nei termini di legge previsti, le piante coltivate e successivamente vendute come Marijuana legale devono avere una precisa caratteristica: un contenuto di THC minore dello 0,2% anche se è opportuno specificare come sia prevista una tolleranza massima che porta tale valore massimo allo 0,6%. Da questo si evince come le infiorescenze e le foglie, nonché tutti i prodotti venduti legalmente nel nostro Paese a base di canapa, non possono superare tale soglia e non hanno alcun effetto stupefacente.

Una sentenza della Corte di Cassazione risalente allo scorso luglio, chiarisce infine come la commercializzazione al pubblico di erba legale, olio, resina e qualsiasi derivato, sia possibile solo ed esclusivamente se tali prodotti non presentano alcuna efficacia psicotropa o drogante.





Confident farmer checking hemp plants in the field during a sunny summer day, agriculture and herbal medicine concept

Gli effetti benefici dei cannabinoidi

All’interno della pianta della canapa, quindi foglie e infiorescenze, sono stati identificati più di 100 cannabinoidi differenti, oltre a flavonoidi, terpeni ed altri composti chimici. La letteratura scientifica, da moltissimo tempo interessata alla tematica dei suoi effetti curativi, ha all’attivo oltre 25.000 studi.

Nel corso degli anni l’attenzione si è focalizzata soprattutto sul THC, il Tetraidrocannabinolo, grazie ai suoi effetti terapeutici, psicotropi e per impieghi ricreativi, nonché sull’Acido cannabidiolico (CBDA), grazie agli effetti curativi che gli sono stati attribuiti. Per la precisione, a partire dagli anni ’80 la ricerca si è concentrata sullo studio del meccanismo d’azione dei due componenti THC e CBD, scoprendo che il nostro organismo è dotato di moltissimi recettori di queste sostanze.

Alcuni di tali recettori rispondono solamente agli effetti del THC. Questi sono quindi ritenuti come responsabili della gestione degli effetti psicoattivi della Marijuana e sono localizzati sia nel sistema nervoso centrale che in altri tessuti. Per la precisione, nel cervello sono situati in aree che regolano la memoria, l’appetito, la postura e soprattutto le emozioni, tra cui la paura. Tra gli altri tessuti non nervosi dove sono localizzati i recettori, troviamo il fegato, i muscoli, il tratto gastrointestinale e le cellule adipose.

Il CBD invece su tali recettori agisce in minor misura, con una bassa affinità e soprattutto non presenta alcun effetto psicotropo. La sostanza offre dalla sua parte effetti curativi potenziali, molto interessanti nei trattamenti delle infiammazioni e dei dolori cronici. Da segnalare inoltre un’azione neuroprotettiva. Il CBD viene utilizzato infatti per numerosi disturbi neurologici, come ad esempio l’ansia, l’epilessia, le vertigini e infine nel trattamento di malattie neurodegenerative, come la sclerosi multipla.

I cannabinoidi vengono “estratti”, cioè sintetizzati dalla pianta della Canapa partendo da un precursore comune, cioè l’acido olivetolico, che mediante una serie di reazioni biochimiche si può trasformare in THC o in CBD, motivo per cui esistono piante i cui quantitativi di Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo sono presenti in misure differenti. Come anticipato quindi, in Italia le foglie o le infiorescenze coltivate e commercializzate appartenegono a particolari fenotipi di piante che hanno un basso contenuto di THC, fissato con una tolleranza massima dello 0,6%.

Olio e semi di canapa: gli utilizzi

Canapa non significa solamente erba legale. Tra i prodotti destinati ad un impiego alimentare difatti, considerati come derivati di pregio, troviamo sicuramente l’olio e i semi di canapa. Di seguito i principali utilizzi, le caratteristiche e i benefici che è possibile ottenere da tali prodotti.

Olio di canapa. Il sapore ha un vago sentore di nocciola, e viene utilizzato principalmente a crudo così da preservarne le qualità nutritive intatte. Famoso per le sue doti terapeutiche, è ottimo per qualsiasi fascia di età, bambini e anziani compresi. L’olio di canapa viene ottenuto mediante spremitura a freddo dei semi della Cannabis sativa. Stiamo parlando di un olio davvero molto ricco di acidi grassi essenziali con proprietà antiossidanti spiccate, antinfiammatorie e immunomodulanti e che attualmente è oggetto di moltissime ricerche scientifiche che mirano ad approfondire ulteriormente.

L’olio di canapa è famoso inoltre per il suo equilibrio ottimale tra omega-3 e omega-6 e per la sua ricchezza di vitamine, tra cui A, E, B, così come di sali minerali come calcio, ferro, potassio, magnesio, fosforo e ovviamente cannabinoidi (CBD). In particolare la presenza di THC presente nell’olio, è da considerarsi di fatto quasi nulla, meno di una parte per milione. In altre parole per avere degli effetti psicotropi dal suo consumo, si dovrebbe assumerne una quantità superiore ai 5 litri giornalieri. In cucina può essere utilizzato come un comunissimo olio, ad esempio per condire le insalate.

Semi di canapa. Tali semi vengono considerati come alimenti proteici, grazie al loro contenuto di tutti quelli che sono gli amminoacidi essenziali. A livello di proprietà nutritive, queste sono ovviamente molto simili all’olio. Sono quindi ricchi di omega-3 e omega-6 e con un valido apporto vitaminico e di sali minerali. Tra i principali benefici, possono costituire un aiuto contro i disturbi cardiovascolari, arteriosclerosi, colesterolo, artrosi, eczemi, acne e malattie del sistema respiratorio come asma, tracheite o sinusite.

I semi di canapa hanno un sapore decisamente gradevole e soprattutto sono molto facili da digerire. Il loro impiego ideale si trova ad esempio nelle insalate, per la preparazione di dolci e biscotti e per i più fantasiosi anche di salse e pesti. Tali semi sono molto apprezzati da chi segue un regime alimentare vegano, grazie alle loro caratteristiche nutritive citate. Infine sono utilizzati anche per ricavarne una farina, che mantiene le medesime proprietà di olio e semi, e con cui è possibile preparare gli stessi alimenti di una qualsiasi altra farina, quindi oltre ai dolci anche il pane.

Il mercato della cannabis light con consegna a domicilio

Il mercato dell’erba legale sta attraversando un momento particolarmente positivo, con numeri in continua crescita. Le aziende che hanno deciso di operare in tale mercato investendo, cercano ovviamente di differenziarsi dalla concorrenza introducendo svariate tipologie di servizi in grado di soddisfare qualsiasi esigenza del consumatore. In altre parole sta accadendo quanto probabilmente si attendeva da anni, e cioè considerare l’erba legale come un normalissimo prodotto di un normalissimo mercato.

Per capire l’entità e le dimensioni di tale mercato, è opportuno riportare qualche dato. Stefano Zada, direttore del “Consorzio Nazionale Tutela Canapa”, ha dichiarato che il mercato della cannabis light in Italia impiega oltre 10.000 lavoratori distribuiti lungo tutta la filiera, 1500 nuove aziende nate negli ultimi due anni che si occupano di trasformazione e commercializzazione e ben 800 agricole. Il tutto per un fatturato totale che nel solo 2018 ha superato i 150 milioni di euro. Analizzando tali numeri soprattutto nel loro contesto nativo, quindi quello di un mercato molto giovane e per certi aspetti ancora acerbo, ne esce un risultato davvero sbalorditivo.

Uno dei servizi che i consumatori sembrano gradire maggiormente è quello della consegna a domicilio, che in alcuni casi viene effettuata in pochissimi minuti tramite un normale fattorino. Il motivo di questa preferenza è facilmente intuibile. Sicuramente agli occhi delle persone l’erba legale è sdoganata rispetto al passato, ma per molte altre è ancora argomento tabù e motivo di pregiudizi, dettati solitamente dalla non conoscenza della tematica. Sono stati fatti moltissimi passi avanti e le persone stanno modificando la loro mentalità, ma indubbiamente c’è ancora del lavoro da fare.

In sintesi quindi, per evitare che alcune persone possano “chiacchierare” nel momento in cui vedono entrare una persona in un negozio, si preferisce appunto la consegna a domicilio. Da sottolineare inoltre come l’anonimato venga garantito anche dal momento che il packaging esterno del prodotto ricevuto non contiene alcun riferimento al contenuto. Il servizio può essere sicuramente considerato come innovativo, dal momento che generalmente le consegne pervengono in pochi minuti, equiparando di fatto l’ordine dell’erba legale a quello di una comune pizza. Anche nel campo stesso della consegna a domicilio c’è chi riesce a differenziarsi ulteriormente, come nel caso di una start up americana di San Francisco che ha sostituito il tradizionale fattorino con un drone.

Tornando al mercato italiano però, non mancano le innovazioni e qualcuno non è stato di certo a guardare i risultati d’oltre oceano, prendendone esempio. Al momento nella sola città di Milano, è disponibile un servizio di consegna CBD addirittura in 30 minuti grazie ad una start up nata nel 2018, legaldelivery. Come anticipato, l’acquisto è semplicissimo, equiparato a qualsiasi altro prodotto e il pagamento dell’ordine potrà comodamente essere effettuato al fattorino.

In conclusione

I dati riportati del mercato della canapa fanno ben sperare per un futuro commerciale di sicuro interesse, che grazie ad un’approvazione maggiore da parte della collettività rispetto al passato, non potrà che crescere.

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