Sangue e arena: il numero non gli riesce, torero incornato in pieno


Si macchia ancora una volta di sangue la tradizionale Festa di San Firmino, nel cuore di Pamplona. Stavolta però non di un toro, ma del suo torero. Si chiama Rafael Rubio l’ennesimo ferito di questo folle gioco: è stato incornato durante la corrida ed è rimasto gravemente ferito. Un dolore lancinante, le condizioni che sin dall’arrivo al pronto soccorso sono state definite criticissime. Subito allora è scattata la sala operatoria, dove il torero è stato portato d’urgenza.

La Festa di San Firmino viene celebrata a Pamplona, nella regione spagnola di Navarra, ogni anno, dal 6 al 14 luglio. Ha origini medievali, quando era vista come fiera commerciale e festa secolare, a metà strada tra il cristianesimo e il paganesimo. La sua attività più famosa è senza dubbio l’Encierro, ovvero la corsa pazza e adrenalinica di tori lungo un percorso di 800 metri, che arriva alla Plaza de Toros. Avviene tra il 7 e il 14 luglio alle 8 del mattino e dura, in media, quattro minuti. Ma in tutto l’arco della festa si combatte e si gioca nelle arene. Continua a leggere dopo la foto.







Rafael Rubio, durante lo spettacolo, è stato colpito in maniera clamorosamente feroce da un toro. Lo ha centrato in pieno petto, procurandogli la rottura dell’emitorace sinistro e fratture multiple alle costole. Subito sono intervenuti gli altri toreri per distrarre la ferocia dell’animale, mentre i soccorsi sono entrati nell’arena a trascinare fuori l’uomo, che non riusciva a camminare. Dopo le prime cure mediche del caso, l’infermeria d’emergenza ha capito bene che la situazione era grave. Subito Rubio è stato portato all’Ospedale di Navarra, dove si trova anche ora. Continua a leggere dopo la foto.






Secondo quanto riferito dal medico e dal portavoce dell’ospedale, il torero non dovrebbe essere in pericolo di vita anche se le sue condizioni attuali sono considerate molto gravi. Le lesioni alla gabbia toracica e le numerose vertebre coinvolte non rendono possibile nessun movimento e dopo una toracotomia di emergenza, ovvero l’inserimento di un tubo di drenaggio per far defluire il sangue, al momento è stabile. Ora ci sono diversi giorni di convalescenza e sofferenza. Continua a leggere dopo la foto.



Le fratture alle vertebre sono infatti le più difficili e dolorose: non possono essere stabilizzate in maniera rigida con gessi come può avvenire con polsi, gomiti o dita. Pamplona, insomma, si macchia ancora di sangue. Per stavolta, però, non di una morte.

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