Caso Regeni, continuano gli scandali che gettano ombra sulla morte del ricercatore italiano. Il ministero dell’Interno egiziano invia “per errore” una mail alla stampa e quello che c’è scritto è veramente agghiacciante…


 

Il ministero dell’Interno egiziano ha inviato “per errore” ai media e alla stampa una mail, in cui si fa riferimento all’arresto, avvenuto il primo maggio, dei due giornalisti Amr Badr e Mahmud Al Saqqa accusati di incitazione alle proteste. Il messaggio è veramente imbarazzante: “Il leader del sindacato della stampa e la sua cricca hanno coperto due criminali ricercati”. Dalla mail viene fuori un vero e proprio tentativo di insabbiamento che riguarda anche il caso di Giulio Regeni.
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Un piano anti-stampa, ma anche emerge anche un “ordine di riservatezza” che il dicastero ha chiesto alla procura generale egiziana riguardo all’omicidio del ricercatore Giulio Regeni, nel messaggio si legge:
“Per quanto riguarda la gestione mediatica dell’omicidio di Regeni e il ritrovamento dei suoi effetti personali nell’abitazione di uno dei componenti della banda ucciso il 24 marzo scorso a Heliopolis e dopo gli sviluppi medicatici successivi e l’intenzione di alcuni organi di stampa di accusare il ministero dell’Interno in questo caso, chiediamo a sua Eccellenza di coordinarsi con il signor Procuratore generale per emettere un ordine di riservatezza sul caso sino alla fine dell’inchiesta”.

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Inoltre, nel messaggio viene fuori che i funzionari hanno messo a punto un piano contro il sindacato dei giornalisti, il suo presidente Yehia Qalash e il Cda.
Nella lettera, in cui si fa riferimento all’arresto dei due giornalisti Amr Badr e Mahmoud Elsakka, si legge:
“Il ministero dovrebbe concentrarsi nella prossima fase sul fatto che il leader del sindacato e la sua cricca di giornalisti hanno coperto due criminali ricercati dalla procura generale. Le dichiarazioni della procura generale sull’arresto dei giornalisti, accusati di far parte di un piano per destabilizzare il paese e diffondere il caos, devono essere sfruttate a favore del ministero”.

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Il primo maggio e forze di sicurezza egiziane hanno condotto un blitz per arrestare i giornalisti Amr Badr e Mahmoud Elsakka, accusati di di incitazione alle proteste durante le manifestazioni dello scorso 25 aprile contro l’accordo tra l’Egitto e l’Arabia Saudita sui confini marittimi. Il sindacato dei giornalisti ha duramente condannato il fatto.
La procura di Shobra al Khaima, uno dei maggiori distretti del Cairo, ha ordinato 15 giorni di custodia cautelare per i due giornalisti. Lo ha annunciato oggi sul suo account Facebook l’avvocato Malek Adly. Da ieri era in corso un sit-in di alcuni giornalisti davanti al sindacato.

 

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