Terrorismo: “È stato ucciso”. La notizia fa subito il giro del mondo. Era uno dei più ricercati, e finalmente arriva la conferma


 

Era considerato il “ministro della guerra” dell’Isis, ed è stato ucciso in un blitz compiuto da forze speciali americane e forze dell’antiterrorismo curde-irachene in un sobborgo di Mosul, capoluogo della provincia di Ninive e roccaforte in Iraq del Califfato nero. L’annuncio è stato dato in un comunicato del “Consiglio di Sicurezza” della regione autonoma del Kurdistan iracheno ripreso dalla tv satellitare Rudaw che pubblica una foto dell’alto esponente jihadista ucciso indicato con il nome di battaglia “Abu Seif”.

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Proprio oggi il ministro della Difesa americano Ashton Carter è a Baghdad per discutere della lotta contro lo Stato islamico e dell’aiuto militare americano alle truppe irachene. Carter presenterà al primo ministro iracheno Haider al-Abadi e al ministro della Difesa Khaled al-Obaidi le proposte americane per aiutare le forze irachene a riconquistare Mosul, seconda città dell’Iraq, nelle mani dei jihadisti dal 2014. Il New York Times ha rivelato che il Pentagono ha elaborato un nuovo piano per intensificare la lotta allo Stato islamico. Ora al vaglio della Casa Bianca, il piano prevede l’invio di forze speciali Usa in Siria per addestrare le forze ribelli e di elicotteri Apache in Iraq, oltre a un aumento dei raid aerei e degli attacchi informatici.

 

 

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