Bimbo morto nel pozzo: l’ultima foto scattata a Julen


L’ultima foto di Julen l’ha scattata papà José Roselló. Il bimbo caduto in un pozzo profondo 110 metri nei dintorni di Malaga, che ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso, è morto. Il suo corpo è stato trovato dall’equipe di minatori intorno all’una e venticinque minuti di sabato 26 gennaio dopo un’operazione lunga ed estenuante. Il dolore dei genitori è quello di tutte quelle persone che hanno pregato e sperato in miracolo.

Tutto il mondo, infatti, fin da quel 13 gennaio ha seguito le operazioni di soccorso del piccolo, finito in un pozzo artesiano profondo oltre 100 metri. Julen era con i genitori a Totalán, vicino Malaga, per un picnic in un terreno di loro proprietà dove quel giorno avrebbero iniziato dei lavori. Insieme a loro anche una cugina, il suo fidanzato e la loro figlia. ”Ho infilato il braccio fino alla spalla, appoggiando la testa per terra per raggiungerlo… Pensavo fosse più vicino. Ho sentito il pianto di mio figlio”, ha raccontato papà José, che poco prima dell’incidente ha scattato una foto del figlio. (Continua a leggere dopo la foto)








Lo scatto è stato consegnato dall’uomo alle autorità e mostra il piccolo seduto per terra mentre in mano tiene una busta di patatine fritte. Al giornale ”Diario Sur’, José Roselló ha raccontato cos’è successo quel pomeriggio. “Stavo facendo la legna – ha spiegato l’uomo – e mia moglie ha risposto al telefono per avvisare che non sarebbe andata al lavoro. Lei era con Julen e mi aveva chiesta di guardarlo mentre lei chiamava”. Il bambino si è allontanato un attimo e la cugina ha iniziato a urlare: “Il bambino!”, temendo che inciampasse. Poco dopo la donna e José sono corsi verso di lui, ma era troppo tardi. Ora quella foto, pubblicata dai media spagnoli, è l’ultima testimonianza della breve vita di Julen, che solo due anni fa aveva perso il fratellino Oliver. (Continua a leggere dopo la foto)





In tutta la Spagna sono state organizzate veglie di preghiera per la salvezza del bambino. I minatori della Brigata di salvataggio di Hunosa sono scesi a due a due dentro il tunnel – tramite una capsula speciale progettata appositamente per il soccorso – con l’intenzione di scavare la galleria di quattro metri di lunghezza che si connette con il pozzo dove si crede possa essere il piccolo. I minatori hanno lavorato ininterrottamente a squadre di due per circa mezz’ora ciascuna. Intorno alle 13 di venerdì 25 gennaio le operazioni dei soccorritori hanno subito rallentamenti a causa della composizione del terreno, che in alcuni tratti è formato da roccia. Per questo motivo, è stato necessario l’intervento della Guardia Civil, che ha fatto brillare due micro cariche di dinamite per consentire l’avanzamento dei lavori. (Continua a leggere dopo le foto)


 


Tramite tv e siti internet, la Spagna intera ha seguito il salvataggio di Julen: la tragedia del pozzo di Totalan ha destato interesse anche in Italia forse perché ricorda molto da vicino la storia di Alfredino Rampi morto a Vermicino nel 1981, un dramma che anche allora venne seguito con apprensione da tutti gli italiani grazie alla diretta Rai. All’1:25 la conferma della Guardia Civil: “Julen è morto”.

Bimbo morto nel pozzo: polemiche per il salvataggio di Julen

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