Bimbo morto nel pozzo: polemiche per il salvataggio di Julen


Julen è morto. In Spagna le preghiere sono finite e la speranza è morta insieme a quel bambino di soli due anni che lo scorso 13 gennaio è caduto in un pozzo profondo oltre 100 metri nelle campagne vicino Malaga mentre giocava non lontano dai genitori. I soccorritori impegnati nelle operazioni di recupero sono arrivati nel punto in cui il bambino era finito dopo la caduta. ‘’Sfortunatamente all’1.25 del mattino la squadra di soccorso ha raggiunto il punto in cui si stava cercando Julen e ha trovato il corpo senza vita del piccolo’’, ha scritto su Twitter il rappresentante del governo centrale nella regione sud-occidentale dell’Andalusia, Alfonso Rodriguez Gomez de Celis.

Ma le polemiche in questa storia non mancano. Innanzi tutto: perché si trovava lì quel pozzo? L’inchiesta della magistratura chiarirà se la responsabilità è di chi ha fatto lo scavo oppure del proprietario del terreno, e ancora se si voleva edificare senza autorizzazioni. Come accadde a Vermicino, agli albori della cronaca in diretta, non sono mancate le accuse di eccessiva spettacolarizzazione, con il Consejo Audiovisual de Andalucía che ha annunciato che verificherà se sono stati violati i diritti fondamentali del minore e dei suoi familiari. Continua a leggere dopo la foto)



Tutto questo mentre fino a ieri notte c’erano uomini che stavano rischiando la vita per salvare il piccolo Julen. Nel frattempo, il sindaco del comune di Malaga ha detto che l’area in cui Julen è caduto nel pozzo “è una zona brulla ma fattibile da percorre” e ha dichiarato che il pozzo in cui è caduto il piccolo ‘’è il sistema normale, ma non sono sicuro se hanno seguito il protocollo obbligatorio in questo caso’’. A soli due giorni dall’incidente, Miguel Angel Escaño, sindaco di Totalán, comune di Malaga era stato molto critico nei confronti del lavoro di salvataggio del bimbo di 2 anni e aveva insistito sul fatto che “c’è un’aspettativa di vita, e ogni minuto che passa si sta perdendo”. In quei momenti il sindaco aveva commentato: “i soccorsi non sono adeguati, non è stata fatta una diagnosi dell’area”. (Continua a leggere dopo la foto)


Escaño aveva insistito sul fatto che ci sono compagnie private europee con attrezzature speciali come quelle che non esistono in Andalusia. oggi. Per questo motivo, aveva chiesto la collaborazione del Ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska. Ora, Escaño ha chiesto “scuse pubblicamente” a coloro che “sono stati sconvolti” dalle sue parole, alcune delle quali “erano fuori dal contesto”. “Se sbaglio, mi scuso, ci sono cose che ho detto che sono vere, ma alcuni di voi mi hanno catturato in un momento complicato perché avevo a che fare con diversi problemi”, ha detto. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Ad alimentare le polemiche anche i presunti costi eccessivi con cui è stata finanziata un’operazione di salvataggio, tra l’altro finalizzata al ritrovamento di un bimbo già morto. Si parla di circa 600mila euro. Molti utenti, sui social, però difendono la scelta dei soccorritori e della Guardia Civile spagnola di non badare a spese pur di riportare alla luce Julen: ‘’Abbiamo vissuto veri e propri scandali per politici che si sono appropriati di milioni di euro per loro e per i loro compari, perché puntualizzare quanto sta costando il salvataggio di un bimbo innocente?’’.

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