Com’è morto il fratello di Julen Rosario, il bimbo caduto nel pozzo


Se pensiamo a Julen non facciamo che pensare al pozzo, alla Spagna e alle lacrime di un padre disperato. Eppure quella di Julen non è l’unica tragedia della famiglia. I genitori del piccolo di 2 anni finito a 70mt di profondità, nel 2017 hanno vissuto la drammatica e prematura scomparsa di Oliver, il loro primo figlio, morto all’età di appena tre anni. Siccome questa notizia si è diffusa di pari passo con l’amplificarsi dei dettagli della sventura di Malaga, in molti si sono chiesti com’è morto il fratellino di Julen Rosario. José e Victoria – o Vicky, come la chiamano gli amici – sono una giovane coppia di innamorati che ha trascorso insieme quasi tutta la vita, basti pensare che si conobbero nel 2001, quando avevano appena 11 anni e da allora non si sono mai lasciati.

José e Vicky vivono a El Palo, un umile distretto di pescatori vicino Malaga, lì i bambini giocano in strada in un’area pedonale in cui tutti i ragazzini sono figli del quartiere e vengono cresciuti in quella “comunità” che le città e le metropoli hanno dimenticato, come in Italia fino a qualche anno fa. Diversi i testimoni che parlano da lì sottolineando che in queste ore a El Palo manca uno dei suoi figli, mentre il triciclo di Julen sta davanti alla porta di casa senza che nessuno osi toccarlo. Julen Rosario ama correre sul triciclo e inseguire i palloni, correva libero anche quando è tragicamente caduto in quel maledetto pozzo scoperto. (Continua dopo la foto)



Ma la vera ironia, maledetta, del destino, sta nel fatto che i due erano appena “usciti” da un tunnel; chi conosce la mamma giura che ha dovuto lavorare moltissimo tempo a “sopravvivere” alla morte di Oliver, il suo primo bambino. In concomitanza con la tragedia il papà ha confessato che proprio ora stavano pensando di dare un fratello o una sorella a Julen, forse per non lasciarlo solo su questa terra di cui i coniugi Rosario hanno saggiato l’amaro già una volta. (Continua dopo la foto)




Era il 23 aprile del 2017 quando Oliver accusò per la prima volta i sintomi seri di un malessere: mentre stava passeggiando con la famiglia, si accasciò improvvisamente al suolo. I soccorsi furono immediati, ma in ospedale, malgrado gli accertamenti, i medici non riuscirono a stabilire quale fosse stata la causa del collasso (così fu rubricato il malessere). Il bambino fu dimesso dall’ospedale senza una precisa diagnosi.(Continua dopo la foto)

 


21 giorni dopo, nel maggio 2017, Oliver non poté nemmeno arrivare in ospedale, il suo cuore cedette per un infarto fulminante mentre passeggiava sul lungomare del suo quartiere mano nella mano con il cuginetto. Così Joosè e Vicky, come tutta El Palo, a Malaga, hanno già versato molte e molte lacrime. Da sette giorni ne versano ancora, mentre non si sono mai mossi dal luogo della tragedia restando vicini a quel pozzo e agli scavi dei soccorritori.

Ti potrebbe anche interessare: “Non sentono nulla”. Bimbo nel pozzo, i soccorritori sono giù. Cosa sta succedendo