“Si è bloccata”. Bimbo nel pozzo, cosa è successo. Il destino di Julen fa paura


Continua senza sosta il lavoro dei soccorritori per salvare il piccolo Julen, il bimbo di due anni caduto la scorsa domenica in un pozzo di 23 centimetri di diametro e 110 metri di profondità nei pressi di Totalán (Malaga), in Spagna. Sul posto, nei giorni scorsi, è giunta anche la Stockholm Precision Tools AB, la compagnia svedese che riuscì a localizzare 33 minatori cileni bloccati 69 giorni sotto terra dopo una frana. Le operazioni però sono lunghe e difficili, anche perché, cadendo, il bambino ha trascinato con sé un mucchio di pietre e terra che ostruisce il condotto a 71 metri di profondità.

Inizialmente è stato fatto un tentativo di risucchiare il tappo di terra, senza successo. Successivamente, è stata scavata una galleria orizzontale per arrivare perpendicolarmente alla base dove si crede che il bambino sia, ma il terreno instabile e duro ha impedito di avanzare in sicurezza. (Continua dopo la foto)



Da lì la decisione delle autorità di scavare un tunnel verticale per poi arrivare direttamente a Julen. È notizia di poco fa però che nuove difficoltà sono sopraggiunte.Lo ha confermato in conferenza stampa Angel Garcia Vidal, il coordinatore del gruppo di salvataggio. Fonti dello stesso team di soccorso, che da giorni lavora senza sosta nonostante si siano ridotte al lumicino le speranze di ritrovare il bimbo ancora in vita, hanno reso noto che, al momento sono stati scavati 52 dei 60 metri del tunnel parallelo al pozzo. (Continua dopo la foto)




Da quando domenica è caduto in un pozzo abbandonato, largo 25 centimetri e profondo più di 100 metri, Julen non ha dato segni di vita. Si trovava nelle campagne di Totalan insieme ai genitori, per un pranzo con amici di famiglia. L’unico segnale della sua presenza, riferiscono i soccorritori, sono alcuni capelli trovati nel pozzo che combaciano con il suo dna. Ora non resta che sperare. (Continua dopo la foto)

 


Mancano meno di una decina di metri per raggiungere l’altezza in cui si presume si trovi il piccolo. Lì le macchine si fermeranno e comincerà il lavoro manuale dei minatori specializzati per scavare la galleria orizzontale (il secondo step dell’operazione di salvataggio) che porterà alla cavità dove dovrebbe essere il bambino. Come detto però, le speranze che Julen si ancora vivo sembrano rimaste solo nei cuori dei genitori. Nelle prossime ore si aspettano sviluppi

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