Violentata e uccisa a 3 anni, il suo corpicino straziato ritrovato in una scarpata


Una bambina di tre anni è stata violentata e uccisa ad Abbottabad, nel distretto di Khyber Pakhtunkhwa in Pakistan. Lo riferiscono i media locali. Secondo la polizia, la bimba di nome Faryal era scomparsa martedì alle 14 (ora locale) dalla sua casa. Secondo la ricostruzione di un agente di polizia, Muhammad Ijaz, la piccola, di nome Faryal, sarebbe “morta a causa della paura e del dolore” in seguito alla violenza subita.

L’episodio è avvenuto nel distretto di Khyber Pakhtunkhwa, vicino ad Abbottabad (località nota per aver ospitato l’ultimo rifugio di Osama Bin Laden prima della sua uccisione nel 2011). I genitori avevano cominciato a cercarla ma non riuscendo a trovarla ne aveva denunciato la scomparsa al commissariato locale. I poliziotti hanno subito cominciato le ricerche della piccola, per poi ritrovare il suo corpo senza vita la mattina seguente in una scarpata vicina. La polizia ha arrestato circa 30 sospetti. (Continua dopo la foto)




Un episodio analogo era successo a gennaio. In tutto il Pakistan si scatenarono violenti proteste per Zainab Ansari, una bimba di 6 anni, fu violentata e uccisa nella zona di Kasur, nel Punjab. La polizia riuscì poi ad arrestare il suo aguzzino, Imran Ali, condannato a morte e impiccato a ottobre. Il ministro per i Diritti Umani Mumtaz Ahmed Tara ha parlato all’Assemblea Nazionale presentando i dati raccolti dal dicastero sugli abusi compiuti negli ultimi cinque anni: tra il 2013 e il 2017 sono stati almeno 17.862 i registrati. (Continua dopo la foto)




Nel quinquennio preso in esame, evidenzia il documento, sul totale di casi di abusi segnalati, 10.620 hanno riguardato bambine e 7.242 bambini. Il più alto numero di violenze su bambine in un singolo anno (2.410) è stato registrato nel 2016. Nell’introduzione al rapporto il ministero ha chiarito di aver richiesto i dati sugli abusi ai Dipartimenti dell’Interno di tutte le province pachistane ma che, non avendoli ricevuti, ha utilizzato quelli raccolti dall’organizzazione non governativa Sahil. (Continua dopo la foto)


 


Sui 17.862 casi recensiti, in 13.267 vi è stata anche una denuncia formale alla polizia. Tuttavia questo si è tradotto in processi e condanne solo in 112 casi. In 25 di essi i giudici hanno condannato gli imputati a morte e in altri undici
all’ergastolo.

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