Virus Zika, cresce l’allerta. Arriva il primo caso di contagio attraverso un rapporto sessuale e la tensione sale alle stelle: “È emergenza mondiale”


 

Cresce l’allerta per il virus Zika, già definito “emergenza internazionale” dall’organizzazione mondiale della sanità. È infatti arrivato il primo caso di contagio sul territorio statunitense, avvenuto attraverso un rapporto sessuale. E ora tra i cittadini americani c’è il rischio che si diffonda una vera e propria psicosi.

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La notizia è stata data dalle autorità sanitarie del Texas e riportata dal quotidiano Il Corriere della Sera. La persona contagiata non aveva effettuato viaggi nelle aree colpite dal virus, ma il partner era appena ritornato dal Venezuela, uno dei paesi dove la patologia è più diffusa. In realtà, quello segnalato negli Stati Uniti non è il primo caso di trasmissione per via sessuale segnalato.

Già nel 2013, durante un’epidemia di Zika nella Polinesia francese, il virus era stato isolato nello sperma di un paziente che aveva problemi alla prostata e già all’epoca si era ipotizzata una potenziale trasmissione sessuale del virus.”La trasmissione di Zika attraverso la puntura di zanzara resta il modo più probabile di contrarre la malattia – spiega al Corriere della Sera l’infettivologo Massimo Andreoni, presidente della Società italiana malattie infettive – ma non si può certo escludere la trasmissione per via sessuale, ma quanto sia frequente è difficile da stabilire”.

“Non ci sono studi infatti – prosegue Andreoni – che ci dicano per quanto tempo il virus resta nelle secrezioni genitali. È certamente probabile che la trasmissione per via sessuale possa avvenire in una fase molto precoce della malattia, quando è massima la concentrazione virale. Sono però casi molto rari. È comunque possibile che una persona che ha viaggiato nei Paesi colpiti da Zika possa al ritorno trasmettere, durante un rapporto sessuale, il virus al partner. La raccomandazione è di astenersi per alcuni giorni dall’attività sessuale e utilizzare il preservativo”.

Zika si può trasmettere anche attraverso le trasfusioni di sangue, cosa che vale per tutte le malattie virali. “L’Oms ha infatti lanciato un appello ai donatori di sangue che si sono recati nelle ultime quattro settimane in Paesi colpiti dal virus Zika affinché aspettino almeno 28 giorni dal rientro prima di donare il sangue consigliato ai donatori di non fare donazioni” aggiunge Andreoni. Infine, anche nel caso di Zika, come per tutte le malattie vitali, si trasmette da madre a figlio. Nonostante la malattia sia conosciuta da anni, l’interesse per un vaccino non c’è mai stato perché lo Zika non è mortale.

Oggi, però, l’attenzione è di colpo cresciuta al massimo visto che sembra molto probabile una correlazione tra la malattia e la microcefalia, anche se non esistono ancora prove. Una ditta farmaceutica indiana, la Biotech International Limited, ha annunciato in queste ore di aver sviluppato il primo vaccino contro il virus Zika e di avere già presentato una richiesta per il brevetto. La ditta ha chiesto al governo indiano di potere compiere esperimenti su animali ed esseri umani.

L’Unicef, intanto, ha lanciato un appello per raccogliere 9 milioni di dollari per programmi destinati a limitare la diffusione del virus. Altri due casi sono stati registrati in Europa, in Irlanda (due persone di ritorno da zone endemiche e non incinte) e in Australia. A Capivari, comune del Brasile nello stato di San Paolo, è stato deciso di cancellare i festeggiamenti per il Carnevale: i soldi risparmiati verranno utilizzati per la disinfestazione dalle zanzare che trasmettono il virus. Sono 28 i Paesi in cui il virus è diffuso, che vanno dal Messico a Capo Verde al Brasile

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