Le giovani eroine curde contro l’Isis: Arin si fa esplodere per non finire schiava


Di coraggio ne hanno da vendere le guerrigliere curde, soprattutto quando devono evitare che i metodi disumani dello Stato islamico si abbattano sui loro villaggi e sui civili. Dal conflitto mediorientale arriva la storia di una di loro. I miliziani dell’Isis stanno assediando la città siriana di Kobane, di etnia curda. Per sopraffazione etnica e per poter mettere le mani sui giacimenti di petrolio che quella terra conserva da secoli. Ma incontrano la forte resistenza curda, fatta anche di donne armate e determinate. Come Arin Mirkan, comandante dell’Unità di protezione popolare curda. Arin si è fatta saltare in aria accanto a una postazione dei miliziani uccidendo diversi jihadisti che da giorni premono sull’enclave. La ragazza, terminate le munizioni, ha sacrificato la sua vita per non finire ostaggio dei miliziani del Califfato, distruggendo un mezzo blindato delle milizie islamiche e fatto circa una ventina di vittime. Arin è solo l’ultima delle molte che scelgono la via delle armi al destino di diventare spose bambine. O magari al rischio dello stupro etnico o di finire schiave degli estremisti islamici.








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