“Mai visto niente di simile”. La scoperta choc nel negozio di animali


 

Quella che vi stiamo per raccontare sembra una scena di Dogman, l’ultimo film di Matteo Garrone, ma non è così: quella che vi stiamo per raccontare, purtroppo, è una storia vera. In congelatore per evitare che l’odore nauseabondo delle carcasse in decomposizione di 31 cani potesse insospettire i vicini. Ma a nulla è servito e così, durante un’ispezione di routine in un negozio di animali, il Dipartimento della Protezione Animale e la Guardia Urbana di Barcellona hanno trovato nel congelatore dell’attività 31 cani senza vita. Siamo a Barcellona e quello che è stato scoperto dalle autorità locali è davvero un abominio senza precedenti. Secondo le forze dell’ordine, gli animali erano pronti per essere smaltiti come rifiuti speciali. A nulla è servito mettere le carcasse dei piccoli animali sotto ghiaccio: il controllo è scattato a seguito di diverse denunce che reclamavano presunte irregolarità in merito alle condizioni in cui venivano tenuti i cuccioli e alle loro condizioni di salute. Gli agenti intervenuti sul posto hanno salvato 38 cani gravemente malati, che riportano sintomi compatibili con il parvovirus, una malattia contagiosa e potenzialmente mortale che si riscontra soprattutto in quegli esemplari che non sono stati vaccinati nelle prime fasi del loro sviluppo. (Continua dopo la foto)







Due dei 38 cani, però, sono morti durante il trasferimento in una clinica veterinaria. Delle carcasse congelate, sette sono state prelevate per controllare quali siano state le cause della morte. Dopo la scoperta, al negozio è stata vietata la vendita di altri animali fino a quando i responsabili della struttura non proveranno che sono state rispettate le misure di controllo (come? Nessuno lo sa). Inoltre, andranno messi in atto sia gli esami veterinari del resto dei cuccioli, sia la loro rivaccinazione (se necessario). (Continua dopo la foto)




Lo stabilimento tuttavia, aveva tutte le autorizzazioni amministrative necessarie per la vendita di animali, ma alcuni spazi “non soddisfacevano le condizioni adeguate”. La documentazione dei cuccioli proveniva dai centri di riproduzione in Slovacchia. Le cause della morte, quindi, saranno da ricercare negli esami autoptici dei medici legali. Una pratica che servirà, fondamentalmente, per capire se i cuccioli fossero già malati prima di morire in Spagna o se avessero contratto il virus dal loro paese d’origine. (Continua dopo la foto)


 


Inoltre, le analisi sulle carcasse congelate dei poveri animali, stabilirà se sono portatori di altre malattie o virus e se quindi dovranno essere bruciati per evitare ulteriori contagi. Una pratica davvero, davvero molto triste (e costosa, ndr): è per questo forse che i proprietari del negozio di animali hanno deciso di bypassare la legge, facendo “smaltire” in altro modo le carcasse degli animali deceduti.

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