“Sono malati”. La terribile notizia che arriva dalla Thailandia, dopo il salvataggio miracoloso: cos’è successo ai ragazzi


 

Un salvataggio commovente durato ore, giorni, gli occhi degli spettatori di tutto il mondo a osservare in silenzio i ragazzi tornare in superficie uno dopo l’altro, intrappolati in una grotta che rischiava di trasformarsi in una tomba. Alla fine, per fortuna, tutto è andato per il meglio: i 12 giovani calciatori thailandesi e il loro allenatore sono stati liberati e sono tutti in buone condizioni di salute. A spaventare però in queste ore è un’ipotesi avanzata da diverse testate al termine delle difficili operazioni di recupero del gruppo, che era entrato nella grotta Tham Luang per allenarsi e migliorare la condizione fisica: alcune testate parlano infatti della possibilità che i protagonisti della disavventura abbiano contratto l’istoplasmosi, un’infezione causata da funghi che crescono abitualmente nelle grotte e nelle caverne, dove trovano terreno fertile grazie ai depositi di escrementi di pipistrelli, uccelli e roditori. (Continua a leggere dopo la foto)



Si tratta di una patologia che spesso e volentieri si presenta come totalmente asintomatica o comunque con sintomi paragonabili a quelli di una comune influenza, mentre in altri può essere paragonabile a una polmonite, un dettaglio che la rende ancora più insidiosa. Nei soggetti immunodepressi, tuttavia, può evolvere in modo drammatico, producendo la distruzione del tessuto polmonare fino a causare la morte per insufficienza respiratoria. Serviranno ora controlli approfonditi per verificare le condizioni dei ragazzi. (Continua a leggere dopo la foto)


Il gruppo è rimasto intrappolato all’interno della grotta per ben tre settimane, lasso di tempo che ha spinto alcuni siti ad avanzare la possibilità che i giovani calciatori abbiano contratto la malattia. I primi sintomi dell’istoplasmosi, quando presenti, sono a carico proprio dell’apparato respiratorio. Tra essi vi sono dolore al petto, dispnea e ipossia, che possono essere accompagnati da febbre, sudorazione, mal di testa, stato confusionale, ingrossamento dei linfonodi, formazione di noduli, perdita di peso e altri sintomi in base alla gravità dell’infezione. (Continua a leggere dopo la foto)


 

La malattia è solitamente diagnosticata grazie all’analisi dell’espettorato con test per la ricerca dell’antigene, radiografie del torace, esami del sangue e delle urine. Se la patologia non passa dopo un certo periodo di tempo viene trattata con itraconazolo o ketoconazolo. Lo stesso trattamento è riservato ai pazienti con la forma cronica, ma per i casi più gravi e per i pazienti che non tollerano il farmaco la terapia prevede altri antifungini azolici o l’amfotericina B.

“Ecco cosa faranno”. Una notizia incredibile per i ragazzi della grotta. Dalla scampata tragedia in Thailandia alla realizzazione di un sogno