“Mi vogliono uccidere”.Telefona disperata, ma la polizia non le crede. Poi il dramma


 

Viveva con il terrore che da un momento all’altro le potesse succedere qualcosa di brutto, spaventata dalle minacce che l’ex fidanzato continuava a rivolgerle, sempre più inquietanti. Ma nessuno le dava retta, nemmeno le forze dell’ordine alle quali aveva telefonato più volte per chiedere aiuto e protezione. Tutti convinti che esagerasse, che fosse paranoica. Al punto che un’agente le aveva detto al telefono, dopo l’ennesima chiamata: “La smetta di infastidirci. Siamo anche già stati a casa sua. Torneremo soltanto per recuperare il suo cadavere”. Una provocazione maleducata e inopportuna, che purtroppo si è rivelata una drammatica profezia. Yana Savchuk, 36 anni, è infatti stata uccisa da Andrey Bochkov, al quale era stata in passato legata, soltanto 40 minuti dopo l’ennesimo tentativo di avvisare le forze dell’ordine spiegando la situazione in cui si trovava. L’uomo l’ha aggredita violentemente, iniziando a picchiarla fino a lasciarla riversa a terra, senza vita. Un caso, raccontato dal Sun, che ha sollevato una marea di polemiche e accuse. (Continua a leggere dopo la foto)



Un’amica della vittima ha raccontato che Yana e Andrey si erano frequentati in passato per due anni e che lui si era sempre comportato come un “despota” nei confronti della giovane, costringendola a una vita che non voleva. Gelosie costanti, divieti, imposizioni e qualche volta anche schiaffi e botte. Lei, alla fine, aveva trovato il coraggio di rompere, scatenando però la reazione folle dell’ex: più volte l’uomo l’aveva minacciata di morte in caso non fosse tornata con lui, aggredendola anche in passato. Il giorno della morte di Yana, Andrey l’aveva raggiunta in strada per l’ennesima volta. Lei aveva avvisato la polizia, ma l’agente al telefono, una donna di nome Natalia Bashkatova, si era mostrata fredda e sarcastica, sminuendo la gravità del caso. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Pochi minuti dopo, purtroppo, Andrey è tornato sui suoi passi, colpendo Yana a morte. L’uomo è stato condannato a 13 anni di carcere per l’omicidio, mentre la poliziotta negligente, al culmine di un’indagine interna condotta dal dipartimento di Oryol in Russia, è stata accusata soltanto di reati minori. Sospesa e poi rimossa dal servizio, non rischia di finire in carcere per quanto accaduto. Una sentenza che ha suscitato clamore e polemiche a non finire, con i famigliari a chiedere giustizia per una morte che poteva essere evitata.

“Ti devono stuprare”. Minacce choc in rete contro la fidanzata del calciatore della nostra Serie A. I tifosi impazziti vomitano in rete un odio senza senso: cattiverie infinite, frasi orribili. Il motivo di tanta violenza è ancora più folle