Isis, “gli estremisti vogliono la fine della civiltà”


L’emergenza Isis mette fine a vecchie inimicizie o, per lo meno, le attenuta. Sulla linea degli Usa contro lo Stato islamico si ritrova anche l’Iran, tradizionale nemico di Washington. Chiaramente la mossa di Teheran risponde a esigenze ed equilibri regionali. Comunque, parlando all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha dichiarato che “vengo da una parte del mondo che brucia delle fiamme dell’estremismo. Chiunque abbia giocato un ruolo nel finanziamento e nel sostegno a quei gruppi terroristici deve riconoscere i suoi errori e chiedere scusa”. Tuttavia, riferendosi evidentemente agli occidentali: “Certi Stati hanno favorito la creazione dell’estremismo e ora non riescono a opporvisi. La giusta soluzione a questo dilemma può arrivare dall’interno della regione, non dall’esterno”. Secondo Rohani, “l’obiettivo degli estremisti è la distruzione della civiltà e l’ascesa dell’islamofobia”. Estremisti che “da est a ovest, minacciano i nostri quartieri ricorrendo al sangue e alla violenza. Non parlano un’unica lingua, non sono di un unico colore né di un’unica nazionalità, sono arrivati in Medio Oriente da tutto il mondo”. “Terrorismo globalizzato”, lo ha definito il presidente iraniano, prima di chiedere all’Assemblea: “Ma noi, siamo uniti contro gli estremisti?”.