Tutto il mondo gli si era rivoltato contro per avere ucciso quel raro esemplare di leone. Ora è deciso: quello spietato cacciatore l’ha fatta franca. Ecco il “trucco” usato per evitare la condanna


 

Tutti si ricorderanno di Walter Palmer, non tanto per il nome quanto per il gesto: il dentista americano che lo scorso luglio ha ucciso il leone Cecil, simbolo dello Zimbabwe. Beh, dopo un’attenta analisi è uscito quello che nessuno si aspettava: una licenza per cacciare in loco e pertanto non sarà incriminato. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Ambiente dello Stato africano, Oppah Muchinguri-Kashiri, il quale ha spiegato che Palmer aveva tutti i permessi necessari alla caccia. La storia di Cecil, ucciso dopo essere stato attirato in trappola, aveva indignato il mondo e suscitato rappresaglie nei confronti dello stesso dentista che, rientrato negli Stati Uniti, non aveva potuto aprire lo studio. “Abbiamo deciso – ha spiegato all’agenzia di stampa dpa il ministro per l’Ambiente Muchinguri-Kashiri – di smettere di perseguire la questione. Stava causando inutili frizioni”.

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Walter Palmer, aiutato dal cacciatore professionista Theo Bronkhorst, ha attaccato Cecil, di 13 anni, attirandolo con un trucco fuori dalla zona protetta del parco nazionale Hwange, nell’ovest dello Zimbabwe. Bronkhorst ed il proprietario della terra dove è avvenuta la caccia sono stati accusati di caccia illegale. Inizialmente lo Zimbabwe aveva detto che avrebbe chiesto l’estradizione di Palmer, ma, a quanto pare, le cose adesso sarebbero cambiate. “Ha seguito tutte le procedure necessarie richieste in termini di diritto quando ha visitato il Paese”, ha detto Muchinguri-Kashiri. I casi giudiziari contro Bronkhorst ed il proprietario della terra, ha spiegato, continueranno, ma “Palmer può sempre visitare il Paese come turista, e nessuno lo interrogherà”. Palmer avrebbe pagato 50mila dollari per uccidere l’animale. In seguito ha affermato di non sapere che l’animale fosse protetto. Solo il futuro ci dirà cosa succederà a Palmer.

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