“Cinque morti e sette feriti al sexy shop”. Bilancio drammatico e in continuo aggiornamento, tutti i soccorsi sono in azione. Cosa è successo e dove


 

Un’esplosione incredibile in un luogo incredibile. Il bilancio è davvero grave perché vede 5 morti e almeno 7 feriti. Una forte esplosione, dunque, avvenuta in un sex shop a nord di Tokyo, in Giappone. Come è potuta accadere una cosa simile? Ovviamente la notizia ha subito fatto il giro del mondo vista la particolarità, finora infatti non era mai successo un episodio simile in un negozio di questo tipo, soprattutto in un posto come il Giappone… Ci sono volute più di cinque ore prima che 20 unità di vigili del fuoco riuscissero a spegnere le fiamme all’interno del punto vendita di materiale hard, chiamato Kawaii Omiya, situato nel quartiere a luci rosse della città e a poca distanza dall’omonima stazione ferroviaria. Stando a una prima ricostruzione dei fatti fornita dalle forze dell’ordine, le fiamme si sarebbero prorogate rapidamente a causa del forte vento e delle avverse condizioni meteo nel corso del pomeriggio di domenica 17 dicembre, invadendo anche il palazzo di 3 piani che ospita il negozio. Numerosi i clienti che sono rimasti intrappolati dalla nube di fumo. (Continua a leggere dopo la foto)

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Tra le vittime, ci sono due ragazze di 20 anni, una donna sulla trentina e un uomo di 40 anni. È stato rinvenuto anche un altro corpo carbonizzato, e del quale non si è riusciti ad arrivare all’identificazione. In base ai registri dell’ultima ispezione di giugno, tuttavia, hanno reso noto i vigili del fuoco, l’attività commerciale non aveva presentato irregolarità nei controlli. Per cui la polizia sta indagando sulle cause dell’incidente. (Continua a leggere dopo la foto)






 

Per chi non lo sapesse, non è una leggenda metropolitana: i porno giapponesi sono pixelati. I genitali e i peli pubici vengono censurati. Secondo l’articolo 175 del codice penale giapponese (datato 1907) è vietato distribuite materiale osceno: i genitali e i peli pubici appartengono alle categorie considerate eticamente indecenti. Per questo motivo i produttori di film pornografici, per non incappare in pesanti multe, censurarano pixelando tutto ciò che è indecente. Il problema dei giapponesi, quindi, è che lavorano fino a 16 ore al giorno e che tornano a casa stressati e senza la forza di fare sesso con la propria compagna (qualora ne abbiano una ovviamente). Capite bene che tutti questi fattori permettono il prolificare di arnesi per l’autoerotismo e i sex shop sono sempre affollatissimi.

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