30 anni dopo l’incidente nucleare che spazzò via città e certezze mondiali, a Chernobyl succede qualcosa di incredibile e anche gli scienziati restano a bocca aperta


 

Chernobyl non è più un deserto di morte.  A quasi 30 anni dall’esplosione nella centrale nucleare che cambiò la vita di molti, alci, caprioli, cervi rossi, cinghiali e lupi sono tornati a popolare la zona, che ora sembra quasi una riserva naturale “È molto probabile che gli animali selvatici a Chernobyl siano molti di più di quelli presenti prima dell’incidente”, precisa Jim Smith, coordinatore dello studio sulla zona. “Ciò non significa che le radiazioni siano una cosa buona per la fauna selvatica, ma solo che gli effetti degli insediamenti umani, inclusi caccia e allevamenti, sono molto peggiori”. Il numero di lupi che vive dentro e vicino il sito di Chernobyl è sette volte maggiore di quello presente nelle altre. La vita che si rinnova nonostante tutto.



 

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