“È stato orribile, un vero inferno…”. Nel 2012 erano partiti per una vacanza in oriente. Ma, arrivati in Afghanistan, erano finiti nelle mani dei talebani: dopo 5 anni il rientro a casa. Il racconto choc di Joshua


 

Sono rientrati in Canada cinque anni dopo il loro rapimento in Afghanistan da parte di estremisti vicini ai talebani.  Joshua Boyle e Caitlan Coleman, sposata nel 2011, stavano facendo un tour in oriente quando furono sequestrati subito dopo l’ingresso in Afghanistan (nel 2012) dai talebani, che poi li cedettero alla rete alleata Haqqani in Pakistan. A quel tempo la donna era già incinta del primo bambino. Nel 2012, quando la coppia partì per l’Afghanistan, Caitlin Coleman era incinta. Suo padre, Jim Coleman, ha avuto modo di riferire in un’intervista all’emittente ABC News che aveva considerato incosciente la decisione della figlia di recarsi in un luogo così pericoloso durante la gravidanza. Durante la loro prigionia, la coppia ha avuto tre figli, che hanno raggiunto il Canada insieme ai genitori dopo il rilascio. Secondo quanto lasciato intendere da Boyle, i due avrebbero avuto anche un quarto figlio, una bambina, che sarebbe stata uccisa dai rapitori. Oltre a questo gli uomini del gruppo Hakkani avrebbero anche violentato sua moglie Caitlin Coleman. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Questi atti sarebbero avvenuti come vendetta per i continui rifiuti di Boyle a una proposta fattagli dai taliban. Il 13 ottobre l’uomo ha parlato alla stampa dall’aeroporto di Toronto riguardo la sua prigionia, raccontando dettagli raccapriccianti. “La stupidità e la cattiveria della rete Haqqani di rapire un pellegrino e sua moglie incinta di vari mesi impegnata nell’assistenza di persone bisognose nelle regioni afghane controllate dai talebani è stata eclissatta solo dalla stupidità e cattiveria di autorizzare l’uccisione della mia figlia femmina”, ha detto Boyle. Suo fratello minore Dan ha detto, dalla casa di famiglia a Smith Falls, in Ontario, di avere parlato con Joshua diverse volte negli ultimi giorni. (Continua a leggere dopo le foto)


 


“Sta molto bene – ha detto – Sembra come cinque anni fa. Sembra che abbia tenuto la testa sulle spalle e sia rimasto lucido”. Boyle ha parlato con i giornalisti appena sceso dall’aereo insieme alla moglie americana, Caitlan Coleman, e i loro tre bambini. La famiglia ha reagito alla circostanza con “ineguagliabile resilienza e determinazione”. Ora non resta che ricostruirsi una vita in Canada. ”Sarà di grande importanza per la mia famiglia essere in grado di avere un rifugio sicuro per i nostri tre figli sopravvissuti che possano chiamare casa”, ha detto infine Boyle.

”Questi tre bambini sono stati rapiti!”. La polizia ha diffuso l’allerta: sono con il padre, il quale ha già commesso un terribile crimine. Quando gli agenti arrivano nella casa la terribile scoperta