La “Sfilata delle putt***”. Questo è il nome testuale. Calze a rete, seno al vento e pose decisamente esplicite. La cosa ha scandalizzato tutti: “Un porno in strada, vergognatevi”. Il motivo di tutto ciò? Ecco perché queste ragazze si sono denudate


 

I pregiudizi sulla sessualità femminile sono moltissimi. Ancora oggi comportamenti ritenuti ovvi e normali per gli uomini sono giudicati negativamente se a compierli è una donna. Se nella vita vi è successo di essere discriminate per questa ragione dovete sapere che siete incappate in quelli che gli inglesi chiamano slut-shaming: “svergognare la troia”. Insomma essere denigrate e ‘svergognate’ per cosa? Perché si vive la sessualità con serenità? Per cercare di affondare una volta per tutte questo modo di pensare retrogrado è nata nel 2011 la prima SlutWalk, ovvero ‘La Camminata della Troia’. L’obiettivo è di denunciare le violenze fisiche, ma anche verbali sulle donne. La manifestazione è stata creata per rispondere all’agente di polizia di Toronto Michael Sanguinetti che in un incontro sulla prevenzione del crimine all’Università di York disse: “Le donne non dovrebbero vestirsi da troie se vogliono evitare il rischio di diventare vittime”, l’evento ha poi varcato i confini nazionali. Oggi ogni donna, o uomo, può organizzarne una nella sua città. (continua dopo la foto)








Tra le più grandi sostenitrici della SlutWalk c’è l’attrice e stilista Amber Rose che nel 2014 ha piazzato il suo nome davanti al corteo di Los Angeles, trasformandolo in un vero e proprio brand. L’attrice è stata vittima di comportamenti di questo genere e per questo ha voluto sposare la causa. Kanye West (l’attuale marito di Kim Kardashian), per esempio, dichiarò che dopo averla lasciata aveva dovuto farsi “30 docce prima di andare con Kim”. Ma anche il sue ex marito, il repper Wiz Khalifa non è stato da meno. “Anche se sono quassù piangente, voglio essere la persona forte alla quale voi ragazzi potete fare riferimento, e sapere che faccio tutto questo per voi”, disse la Rose sul palco della prima edizione. (continua dopo le foto)








 


Recentemente si è svolta una SlutWalk a Toronto in Canada dove migliaia di donne si sono unite in corteo. Anche in questo caso lo scopo della manifestazione è protestare contro la violenza sulle donne sfilando con abiti molto succinti se non addirittura nude, andando contro gli stereotipi. In Italia la SlutWalk è arrivata, a Roma, nel 2013 organizzata dal collettivo femminista Le Ribellule. Un’esperienza che però non ha avuto repliche negli anni successivi. La camminata è arrivata anche in paesi dove non avremmo mai pensato potesse essere svolta. Nel 2016, per esempio, a Gerusalemme due ufficiali della polizia hanno forzato alcune manifestanti a coprirsi. Pure nell’insospettabile Islanda il tema è molto sentito. A fine luglio 2017 una grande folla di donne, uomini, teenager e bambini ha camminato per le strade di Reykjavik per dire no alla distribuzione senza consenso di materiale fotografico e video e al revenge porn. Perché come fa notare Marcy Jenkins, la co-organizzatrice del corteo di Toronto, si tratta di un problema che tocca, o meglio dovrebbe toccare, tutti.

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