Grecia, guerriglia tra polizia e migranti nell’isola delle vacanze. “Temiamo un bagno di sangue”


 

“Atene ci aiuti o rischiamo un bagno di sangue”. Non usa giri di parole GiorgosKyritsis, sindaco di Kos per descrivere quello che sta succedendo in queste ore nella piccola isola dell’Egeo orientale, una volta paradiso terrestre ed ora polveriera sul punto di esplodere. Sbarchi continui, a maggioranza profughi afgani e siriani, ed impossibilità di gestire la situazione sono alla base del problema. Situazione che va avanti da mesi ma che sembrava essere sotto controllo, almeno fino alla mattinata di oggi quando la polizia ha dovuto rispondere con l’uso di estintori ad una folla che chiedeva “documenti  e cibo”

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Circa 7000 migranti erano stati ordinati nello stadio di Kos, motivo: schedare ogni arrivato e consegnare dei documenti di identità che permettessero il riconoscimento. Tutto sembrava procedere in maniera ordinata poi, complice il caldo e la fame, qualche esagitato ha iniziato a scagliarsi contro le forze dell’ordine che, inferiori di numero, hanno risposto all’aggressione. Il panico che si è generato ha scatenato un fuggi – fuggi che non ha creato per fortuna vittime. In queste ore gli animi sembrano essersi raffreddati, i profughi hanno fatto ritorno ai campi organizzati lungo la costa e negli impianti sportivi. Ma la situazione resta esplosiva.

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