Storie (orribili) di migranti: ”Torturati e marchiati in base all’etnia”. Ecco cosa fanno gli scafisti sui barconi della speranza


 

Arrivano i racconti dei profughi libici che sbarcano sulle coste italiane. Storie di viaggi della speranza, di traversate impossibili in cui sulle navi accade di tutto. Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia i criminali usano qualsiasi metodo per controllare i migranti: alcuni di loro sarebbero stati marchiati con i coltelli (soprattutto chi non obbediva agli ordini, specie quelli di etnia africana), gli arabi, invece, sarebbero stati picchiati con cinture e gli uomini sposati con calci e pugni. I criminali avrebbero rivestito ciascuno un ruolo ben preciso: uno comandava l’imbarcazione, con l’ausilio di altri due; gli altri si occupavano di controllare i migranti, impedendo loro, con la violenza, di muoversi. Gli arrestati sono accusati di omicidio plurimo per aver provocato la morte accertata di 26 migranti e quella presunta di circa 200 persone che mancherebbero all’appello (sul barcone erano in 650, secondo i testimoni).

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I sopravvissuti hanno raccontato che dopo tre ore di viaggio la nave ha iniziato a imbarcare acqua nela stiva dove c’erano gli africani, che secondo i trafficanti potevano stare chiusi nella stiva anche per 3 giorni, visto che avevano pagato la metà del prezzo per la traversata. Non appena la stiva si è allagata uomini, donne e bambini hanno cercato una via di fuga; ma i cinque avrebbero chiuso la via d’uscita, facendoli morire. Per quanto riguarda i costi del viaggio, dicono i migranti, si oscilla tra 1.200 a 1.800 dollari a persona. Per avere un giubbotto di salvataggio si pagherebbe una cifra supplementare che varia da 35 a 70 dinari libici, cioè da 25 a 50 euro circa. I dati forniti dall’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, sono impressionanti: nel 2015 sono sbarcati fino a oggi 225mila migranti o richiedenti asilo in Europa.

Ma il vero record è stato stabilito dalla Grecia, che soltanto a luglio ha visto sbarcare sulle proprie coste – anche nelle isole come Kos e Lesbo – 49.550 persone, superando così in soli 31 giorni gli arrivi dell’intero 2014 (41.700). L’Onu ha chiesto alla Grecia di garantira accoglienza ma il premier Tsipras ha risposto che il Paese manca di strutture per affrontre una emergenza simile. La Commissione europea dovrebbe sbloccare la prima quota degli aiuti alla Grecia per accogliere i migranti, già la settimana prossima. Ne ha parlato la portavoce dell’esecutivo Ue per l’Immigrazione Natasha Bertaud. La cifra totale allocata per il periodo 2014-2020 è di 426 milioni di euro, di questi 260 milioni dal Fondo asilo migrazione e integrazione e 166 dal Fondo per la sicurezza interna: la prima rata – è stato spiegato – ammonterà al 3% circa del dato complessivo.

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