“Gli hanno sparato!”. Ragazzo italiano ucciso mentre era in vacanza negli Stati Uniti: è giallo. Aveva appena 31 anni e due fedi incrollabili: i suoi due figli e Dio. E mentre la polizia americana è in cerca del colpevole, nella sua città natale solo una frase aleggia tra i palazzi: “Addio Carlo”


 

È morto per un colpo di pistola a 9mila km di distanza da casa. Era un turista italiano Carlo Marigliano, ucciso negli Stati Uniti da colpi di arma da fuoco che lo hanno raggiunto mentre era alla guida di un’auto a Little Rock, in Arkansas. L’uomo, 31 anni, era negli Usa per incontrare degli amici, ma la cosa che insospettisce familiari ed investigatori è il motivo per il quale l’uomo si trovasse proprio in quello stato centrale degli Usa. L’omicidio, secondo quanto riportano i media statunitensi, è avvenuto venerdì 28 luglio: Marigliano, 31 anni di Napoli, tassista, sposato e padre di due figli (un bambino di otto anni e una bambina di due), era negli Stati Uniti per incontrare alcuni amici. Aveva in programma un viaggio abbastanza esteso nel Paese prima di incontrare la moglie a Miami tra qualche settimana, ma non aveva in programma di spingersi fino in Arkansas. Una vicenda che si tinge di giallo e di certo non ancora conclusa. Mario oltretutto, almeno da come è testimoniato sui suoi social e da alcuni familiari, era un ragazzo dedito all’amore per i figli piccoli e una granitica fede in Dio. (Continua dopo la foto)








Questo quello che raccontano i social di Carlo Marigliano, il 31enne napoletano ucciso a Little Rock, in Arkansas, mentre era solo in vacanza negli Usa in attesa dell’arrivo della famiglia. E proprio la famiglia sembra essere stata al centro della vita del giovane padre nel ritratto che emerge dalla pagina Facebook nei piccoli sprazzi di vita condivisa con gli altri. Per la maggior parte foto dei bimbi, un maschietto di 8 e una femmina di 2 anni, “grandi amori” e “sola ragione per andare avanti”, immortalati di anno in anno e di volta in volta insieme a uno o all’altro genitore. E poi le foto della moglie – che sembra gestire il profilo insieme a Carlo -, ritratta insieme ai piccoli, felice nelle uscite in famiglia o impegnata in gruppi di preghiera, preghiere condivise con il marito, che spesso pubblicava passi del Levitico e condivideva video o post degli Evangelici Pentecostali ADI Arpino di Casoria. (Continua dopo le foto)








 


Una vita tranquilla, spezzata senza un motivo a migliaia di chilometri di distanza da casa. Una tragedia impensabile e inaccettabile, tanto da portare la moglie a chiedere, nei commenti all’ultimo post da lei pubblicato sulla pagina del marito – “Non pubblicate più niente x favore mio figlio non sa niente e non voglio che veda x ora” – , se forse la polizia americana non abbia compiuto un errore con uno scambio di identità: “Lo so che è un’assurdità ma può essere che si siano sbagliati – dice rispondendo alle condoglianze di un cittadino di Little Rock -…tu sai se l’hanno riconosciuto?”.
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