“Ciao amore, vado”. Vitantonio si lancia col paracadute da 4mila metri, ma qualcosa va storto e muore al contatto col suolo. Poi quel dubbio atroce della moglie confermato dalla polizia. Una vicenda ‘anomala’ che sta facendo impazzire i suoi famigliari


 

C’è qualcosa di torbido dietro alla morte di un paracadutista italiano in Usa. In effetti la polizia americana, in un primo momento, lo aveva trattato come un tragico incidente durante un’uscita di skydive in Florida, ma dopo aver appreso un dettaglio inquietante, le forze dell’ordine hanno deciso di pensare anche a qualche ipotesi aggiuntiva. Il particolare macabro di cui parliamo è un un messaggio inviato dall’uomo (lanciato da un aereo a circa 4 km di altitudine) alla moglie poco prima di iniziare il decollo. Una prassi per la coppia visto che non era di certo la prima volta che il protagonista di questa triste vicenda contattava la moglie prima di un lancio; lo aveva fatto tante volte prima, ma in questa occasione le parole usate hanno dato il via alle ricerche e all’allarme. Il sospetto infatti è che si sia trattato, molto semplicemente, di suicidio per il 27enne Vitantonio Capotorto. No, non sarebbe stato un incidente, ma un suicidio quello che ha visto l’italiano 27enne schiantarsi al suolo dopo un lancio col paracadute in Florida, dove viveva e lavorava dall’anno scorso. (continua dopo la foto)



Ne è convinta la polizia Usa, dopo aver visionato il breve video che il giovane ha inviato alla moglie, Costanza Zitellini, in cui dice di essere pronto ad andare “in un posto meraviglioso” e che questa volta non avrebbe aperto il paracadute. L’uomo, esperto paracadutista italiano ed internazionale, si sarebbe quindi lanciato da un’altitudine di oltre 4.000 metri proprio per togliersi la vita. Inutile la corsa della moglie verso il centro di paracadutismo di DeLand da dove era partito il marito: un impiegato ha contattato subito il pilota dell’aereo, ma nel frattempo Vitantonio aveva già compiuto il lancio a paracadute chiuso. Il corpo è stato ritrovato dalla polizia in un campo nei pressi dell’aeroporto municipale di DeLand, dove si trova il centro di paracadutismo. La coppia lavorava da settembre 2016 per la United Parachute Technologies. (continua dopo le foto)



 

Una storia decisamente assurda che ricorda la vicenda del 27 aprile scorso, quando una giovane turista trentenne, Elise Dellemagne, è stata trovata cadavere in quella che, come si legge sull’Huffington Post, è stata ribattezzata “l’isola della morte” perché, negli ultimi tre anni, è stata protagonista della scomparsa di ben otto stranieri, sette dei quali ritrovati senza vita. Tornando al caso specifico della Dellemagne, dopo il ritrovamento del corpo e dopo aver visionato i risultati dell’autopsia, gli inquirenti avevano chiuso le indagini. Non v’era dubbio per gli investigatori: è stato un suicidio. Un verdetto che, tuttavia, non ha mai convinto né i media locali né, tantomeno, la famiglia della vittima. Ora, però, la polizia thailandese ha riaperto le indagini e, come detto, diffuso questo ultimo scatto della ragazza scattato, a quanto pare, poco prima della sua morte.

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