“Isis, ecco chi sarà il successore di al-Baghdadi”. Un fedelissimo franco-tunisino di 35 anni andrà alla guida del movimento terrorista: l’annuncio che sta facendo molto discutere


 

Sarà probabilmente il terrorista franco-tunisino Jalaluddin Al Tunisi, attualmente a capo dell’Isis in Libia, a prendere il posto di Abu Bakr al-Baghdadi, questo almeno secondo la tv Al Arabiya, come riportato dal Corriere della Sera. Quello di Al Tunisi è uno dei nomi più qualificati per succedere al califfo. Il vero nome del terrorista tunisino, nato nel 1982 nella provincia di Susa, è Mohamed Ben Salem Al Ayouni. Trasferitosi in Francia all’inizio degli anni Novanta, avrebbe ottenuto la cittadinanza francese prima di arruolarsi nell’Isis in Siria. Si tratta quindi di un emigrato in Francia dove, per altro, ha vissuto per diversi anni ed ha acquisito la nazionalità. Come altri militanti europei ha partecipato alle rivolte del 2011, un passo di transizione verso una successiva tappa, ormai consueta: la Siria. A Tunisi – sempre secondo la tv Al Arabiya – ha combattuto nella Brigata dei Ghourabaa (i migranti). Esperienza segnata da un evento particolare: nel 2014 ha ucciso il comandante per prendere il suo posto ed ha aderito all’ISIS giurando fedeltà a al Baghdadi. Al-Tunisi ha buoni rapporti con il gruppo Oqba ibn Nafi in Tunisia e ha creato almeno quattro santuari nel deserto libico. (continua dopo la foto)








Mohamed Ben Salem Al Ayouni viene considerato un personaggio di esperienza, con doti militari e di leadership, per questo motivo sarebbe stato inviato in Libia per aiutare la lotta dello Stato Islamico e, durante la battaglia per Sirte, è stato nominato emiro della Wilayat (provincia) Sirte. Successivamente ha assunto la guida del network estremista nell’intera Libia. Dopo la caduta della città si è installato, insieme al resto dei suoi uomini, nel sud del paese. Sembra che grazie ai suoi contatti sia riuscito a portare nei ranghi dello Stato Islamico numerosi guerriglieri islamici di ispirazione qaedista, legati a al gruppo Oqba bin Nafi, molto attivo in Tunisia. (continua dopo le foto)








 

Le notizie sullo Stato Islamico sono sempre molto scarse e non sempre molto accurate. Da una parte c’è il tentativo di seminare discordia nel movimento, dall’altra una difficoltà obiettiva nell’accertare i particolari. Tuttavia, nei giorni scorsi gli esperti, commentando le presunte e improbabili informazioni sulla morte del Califfo, hanno affrontato il tema della successione. In caso di scomparsa di al Baghdadi, il vertice della fazione dovrebbe andare ad una figura di eguale peso, a meno che la dirigenza non sia assunta, temporaneamente, dal Consiglio in attesa di individuare un nuovo Califfo. Quanto all’impatto di un suo eventuale decesso, gli analisti concordano che non sarebbe così importante, anche se non tutti i capi sono uguali.

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