“Sì, è morta. Aveva solo 40 anni”. Un drammatica notizia: se ne è andata per un cancro al seno Maryam Mirzakhani, prima donna “Nobel” per la matematica. “Si è spenta una luce”


 

Voleva fare la scrittrice. Invece nel 2014 è diventata la prima donna ad aggiudicarsi la medaglia Fields, il prestigioso riconoscimento assegnato ai matematici under 40, all’età di 37 anni. Una conquista che ha segnato un doppio record nella storia. Come prima quota rosa e come prima iraniana a ricevere il premio considerato il “Nobel” della matematica. Oggi 40enne Maryam Mirzakhani è morta per un tumore al seno con metastasi ossea. “Si è spenta una luce. Un genio? Sì, ma anche una madre, una figlia e una moglie”, è stato il saluto dell’amico Firouz Naderi, scienziato della Nasa, scritto su Instagram. Nata nel 1977 a Teheran, la storia di Mirzakhani è un mix tra dedizione, ingegno e un pizzico di buona sorte. È stata lei stessa a raccontare di essere stata fortunata per aver finito le scuole elementari giusto al termine della guerra tra Iran e Iraq. Un tempismo che le ha permesso di frequentare buoni istituti e avere delle opportunità impossibili altrimenti. La carriera nella matematica è stata tutt’altro che scontata. Alle medie sembrava persino non esserci particolarmente portata, forse a causa di un insegnante non molto motivante. Da piccola amava la letteratura. Leggeva qualsiasi romanzo le capitasse sottomano. Una passione che non ha mai abbandonato. Anche se poi sono stati i numeri, non le lettere, a segnare la sua strada. (Continua a leggere dopo la foto)



“Più tempo trascorrevo sulla matematica e più ne diventavo appassionata”, ha raccontato Mirzakhani in un’intervista al Guardian. A 17 anni ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi internazionali di matematica di Hong Kong. E da lì è stata una continua escalation. Laurea a Teheran, dottorato ad Harvard con una tesi sui cammini chiusi sulle superfici in geometria iperbolica, considerata da molti colleghi “spettacolare”. La prima cattedra è a Princeton. Poi il passaggio a Stanford, dove insegnava da sette anni. Amava definirsi una “pensatrice lenta”. Forse proprio questa sua qualità, di soffermarsi sulle questioni un po’ più a lungo, le ha permesso di concentrarsi su problemi che riguardano le strutture geometriche sulle superfici e il modo in cui si deformano. Viaggi nel mondo della matematica che descriveva come “lunghe escursioni, senza un sentiero tracciato né un traguardo visibile”. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Nel 2014, la medaglia Fields. Le è stata consegnata nella capitale della Corea del Sud, Seoul, durante il ventisettesimo Congresso internazionale dei matematici che si tiene ogni quattro anni. Quel giorno Mirzakhani ha rotto un tabù, dato che il premio non era mai finito tra le mani di una donna da quando la medaglia è stata assegnata per la prima volta: nel lontano 1936. “Spero che questo riconoscimento sia d’ispirazione per sempre più giovani ragazze”, è stato il commento di Frances Kirwan, dell’Università di Oxford, membro della giuria. L’invito è “di credere nelle proprie capacità e sperare di essere le vincitrici del futuro”.

 

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