Vacanza choc in Grecia, su un’isola tra le più frequentate anche dai turisti italiani. Ammazzato a 22 anni, massacrato in un modo orribile. Le telecamere di sorveglianza riprendono tutto, nessuno è intervenuto


 

Ammazzato a forza di botte. Così è morto Bakari Henderson, un ragazzo di 22 anni di Austin che, dopo la laurea, aveva deciso di passare le vacanze nell’isola greca di Zacinto – zona di Laganas -, resa immortale dalle parole di Ugo Foscolo. Un massacro scattato dopo una lite per futili motivi, sulla quale gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce. Lo hanno massacrato a calci ripetutamente: erano almeno una decina, tutti rabbiosi, contro uno solo. Inutili i soccorsi, il ragazzo è morto poco dopo l’inizio del pestaggio. L’episodio, a quanto si apprende, è avvenuto venerdì scorso. L’aggressione, violenta e spietata, è stata ripresa da una telecamera di sicurezza a circuito chiuso che ha permesso l’identificazione di alcuni degli autori del massacro e l’arresto di otto persone persone, sei serbi, un greco e un britannico di origini serbe che secondo indiscrezioni sarebbe un barman che lavorava nel locale davanti al quale è avvenuto il massacro. Gli otto arrestati sono già comparsi davanti al giudice per una prima udienza. L’accusa per loro è omicidio volontario (Continua dopo la foto)



I sei serbi – tutti giovani di età fra i 18 e i 25 anni – sono stati visitati in carcere dal console onorario serbo a Cefalonia Viktor Ruhas. Una storia che fa tornare alla mente il dramma di Emanuele Morganti, il ragazzo di Alatri massacrato dal branco pochi mesi fa, sulla vicenda del quale è tornata recentemente la sorella. “Io non mi sono mai convinta che sia stata una disgrazia, una cosa sfuggita di mano. Come ci è finito sotto le mani di queste persone?” ha dettp Melissa Morganti, durante un’intervista a ‘Le Iene’. “Io credo che è stata una vendetta”, ha ammesso, prima di rivelare un retroscena avvenuto qualche mese prima. “Intorno a novembre-dicembre Emanuele mi ha raccontato che era ad Alatri e mi ha detto: (Continua dopo le foto e il video)


 


 

‘C’è una ragazza che mi guarda sempre però è fidanzata e io ci ho parlato, mentre ce ne andavamo il fidanzato la stava picchiando e io sono andato a fermarlo, poi me ne sono andato mentre lui gridava ‘Se torni ad Alatri sei morto'” “Nei giorni successivi”, ha continuato, “Emanuele mi diceva ‘Lo sai che quello dice a tutti che mi vuole picchiare, io non ci posso andare più ad Alatri'”. L’inviato della trasmissione Giulio Golia ha poi spiegato che il ragazzo in questione non era presente la sera dell’omicidio perché sta scontando una pena in carcere, tuttavia la sorella ha continuato a tenere il punto. “Ci sono foto su Facebook in cui compare il ragazzo in compagnia di uno degli esecutori di venerdì notte”, ha spiegato, “sono grandi amici e non credo sia stato solo un caso, ci sono troppe cose che non tornano”. “Le mani degli assassini non sono solo quelle che lo hanno colpito materialmente. Nessuno ha chiamato i carabinieri”, ha concluso, “uno dei reati più gravi commessi in quella piazza è l’omissione di soccorso, nessuno ha fatto niente. Perché non parlano? Devono dire la verità, noi vogliamo giustizia e l’avremo”.

“È guerra!”, l’attacco militare americano è partito questa notte. “Dovevamo vendicare quel massacro”, le parole di Trump. Nel frattempo il mondo è con il cuore in gola: “Cosa succederà adesso?”. Lo scenario