“Mamma, mi fanno sempre male gli occhi”. Questa donna si accorge che il figlio sbatte sempre le palpebre, proprio come se gli si fosse abbassata la vista, allora decide di portarlo dall’oculista per una visita, ma quello che scopre sconvolgerà tutto


 

Sembrava semplicemente un tic nervoso, o un riflesso spontaneo dovuto a un abbassamento della vista. Questa è una delle storie più terrificanti mai sentite: un incubo vero e proprio, angoscia totale che ogni genitore o essere umano conosce bene. Ma partiamo con ordine, questa donna credeva semplicemente che il figlio dovesse mettere gli occhiali, ma quello che scopre sconvolgerà la sua vita e quella di suo figlio per sempre. La protagonista di questa vicenda si chiama Stephanie Downing, è lei che aveva notato che il suo bambino di 5 anni strizzava spesso gli occhi, come se non riuscisse a mettere bene a fuoco, così ha deciso di andare da un oculista credendo avesse bisogno di mettere gli occhiali. Insomma un riflesso automatico che di certo non fa presagire qualcosa di grave, lo stesso che tante persone fanno quando hanno un problema alla vista (una rapida diminuzione di gradi, un’ipersensibilità oftalmica e così via). I test a cui è stato sottoposto il bimbo però hanno evidenziato ben altro e dopo la tac è arrivata a diagnosi choc: quella devastante di un cancro al cervello. Secondo quanto riporta il Mirror, i medici non hanno potuto far altro che dare che pochi mesi alla vita del piccolo, visto che il cancro è inoperabile e piuttosto aggressivo. (continua dopo la foto)







In effetti molti tumori maligni al cervello sono difficilmente operabili, soprattutto se si trovano in aeree centrali del cranio. La terribile notizia ha sconvolto Stephanie e tutta la sua famiglia e quando ha chiesto ai medici la terribile frase “quanto gli resta”, gli oncologi hanno dovuto comunicare alla donna che al bimbo rimanevano soltanto nove mesi. Ora Downing sta cercando di trovare una soluzione per poter affrontare gli ultimi mesi della malattia, quelli in cui sarà necessario il ricovero in una struttura in cui possa fare la terapia del dolore. Per questo la famiglia ha avviato una raccolta fondi online, una sorta di crowfounding con il quale si spera di raggiungere la somma necessaria e sufficiente per pagare le spese della terapia al piccolo. Niente da fare quindi. Un caso che per certi versi ricorda molto quello del piccolo Charlie, al quale molto probabilmente a breve, verrà staccata la spina della macchina che lo tiene in vita. (continua dopo le foto)





 

In questo caso, pur di far qualcosa le urla e gridi disperati sono partiti sin dall’Inghilterra e arrivati persino in Italia. Al piccolo è stata diagnosticata la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una patologia che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare. I genitori si erano persino appellati alla Corte europea, nel tentativo di ostacolare la decisione di staccare il supporto vitale, presa dai medici dell’ospedale pediatrico ‘Great Ormond Street Hospital’, dove il piccolo è ricoverato, ma non c’è stato nulla da fare. Ora si è in attesa, in un caso e nell’altro.

Ti potrebbe anche interessare: “Aiuto, mi fa male lo stomaco”. Si lamenta continuamente e i medici, convinti che si tratti di un tumore, decidono di operarlo. Quando lo incidono col bisturi, però, restano senza fiato

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it