“Almeno 10 morti”. L’Isis torna a colpire: un terribile attentato kamikaze che ha sconvolto il mondo, facendo crescere di nuovo la paura per il terrorismo. Cosa è successo


 

Sarebbe di almeno dieci morti, come riportato proprio in questi minuti sulle pagine dell’Ansa, il bilancio di un terribile attacco kamikaze messo in atto dall’Isis sul suolo egiziano Egitto: nello specifico, stando alle prime informazioni emerse, i terroristi di Daesh avrebbero colpito nel nord-est del Sinai, uccidendo almeno dieci soldati in Egitto. Le penisola è spesso teatro di sanguinosi attacchi della branca egiziana dell’Isis, da sempre particolarmente attiva nella zona. Solo pochi giorni fa infatti, per la precisione lo scorso 4 luglio, un altro attentato, questa volta con un ordigno piazzato sul ciglio di una strada, era costato la vita a due poliziotti al passaggio di un mezzo blindato a sud di Al Arish. Il Sinai nord-orientale dalla metà del 2013 è teatro di una sanguinosa guerriglia condotta da estremisti islamici, con le forze di sicurezza che spesso rispondono agli attenti con interventi altrettanto cruenti. Stime complessive e attendibili sul numero di vittime da ambo le parti non sono disponibili, ma si tratta di un’aria particolarmente sensibile e pericolose a causa del susseguirsi di episodi analoghi di violenze. (Continua a leggere dopo la foto)

 








All’inizio di giugno l’Egitto ha innalzato il proprio livello di allerta terrorismo a causa della nuova situazione creatasi con la rottura dei rapporti diplomatici e dei trasporti con il Qatar compiuta assieme a tre monarchie del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Barhrein). Una nota ufficiale dichiarava che “lo Stato ha deciso di alzare il proprio livello di allerta alla luce della situazione nelle regione, in previsione di minacce da parte di elementi terroristi di condurre operazioni che prendono di mira cittadini innocenti”. Le misure di sicurezza rafforzate sono state prese attorno a installazioni vitali, progetti di investimento nazionali, centrali elettriche e idriche, chiese, strutture religiose, siti turistici, oltre a punti di passaggio da e per il Sinai. (Continua a leggere dopo la foto)





 

Nel nord del Sinai, nella stessa area colpita dall’ultimo attentato. è attivo il gruppo terroristico Wilayat Sinai, precedentemente noto come Ansar Beit al Maqdis, che ha cambiato nome in Stato del Sinai dopo aver giurato fedeltà al califfato di Abu Bakr al Baghdadi nel novembre del 2014. Nel Sinai settentrionale è in vigore lo stato di emergenza dopo gli attacchi al checkpoint di Karm al Qwadis, costato la vita a 33 esponenti delle forze di sicurezza, nell’ottobre del 2014. Da allora è stato esteso ininterrottamente di tre mesi in tre mesi fino ad oggi.

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