“Picchiati a sangue, colpiti in testa con i tacchi delle scarpe…”. Scandalo su Ivanka Trump. Nessuna figlia di un presidente americano aveva mai dovuto affrontare simili accuse: ormai è sulla bocca di tutti


 

Prima è arrivata la bufera, durata comunque pochissimo e sotterrata da notizie più importanti (politicamente, almeno), relativa ai cappellini di Donald Trump ‘Make America Great Again’, che secondo la dicitura sul cartoncino venivano prodotti in Asia. Poi, è giunta la polemica su Ivanka che ora deve  affrontare un piccolo scandalo riguardante dei sandali da lei venduti. Queste calzature, infatti, non sarebbero ideate negli States, ma deriverebbero niente meno che da una plagio del design di una marca italiana. La figlia del 45esemo presidente degli Stati Uniti sarà chiamata a testimoniare nella causa che l’azienda italiana Aquazzurra Italia Srl ha intentato contro la Marc Fisher Holdings, società che produce per conto di Ivanka varie linee di calzature. La causa per plagio risale in realtà al 2016, quando Aquazzurra aveva notato una somiglianza notevole tra il proprio sandalo frangiato “Wild Thing” e il modello della società di Ivanka, chiamato “Hettie”. Aquazzurra accusa Ivanka di aver preso a modello le Wild Thing, vendute a 785 dollari in quanto calzature di lusso, per farne un modello low cost da 135 dollari al paio. (Continua dopo la foto)



La svolta giudiziaria è però di questi giorni: il giudice venerdì 23 ha confermato che Ivanka dovrà comparire al tribunale di Manhattan, rispondendo delle accuse per un tempo massimo di circa due ore. Lo stesso ufficiale ha respinto le richieste della figlia di Donald Trump, che aveva citato impegni istituzionali: la sua deposizione è considerata essenziale per il decorso della causa e dunque dovrà comparire in aula. Gli avvocati di Ivanka sostengono che lei non ha a disposizione alcun dettaglio su questo possibile plagio e che non interviene direttamente sul design delle calzature. Peccato che l’azienda italiana sia andata a spulciare precedenti dichiarazioni e interviste nelle quali Ivanka sosteneva esattamente il contrario. Mentre questo episodio attende che la giustizia faccia il suo corso, la figlia del presidente americano deve affrontare anche un’altra, ben più pesante accusa. (Continua dopo le foto)


 


 

Dopo l’abbigliamento anche le scarpe firmate Ivanka Trump e Made in China finiscono nel mirino per violazione di diritti umani. Secondo un’inchiesta dell’Associated Press, alla Ganzhou Huajian International Shoe City Co, che appunto produce il marchio della First Daughter, gli operai sarebbero stati picchiati a sangue, colpiti in testa con i tacchi delle scarpe, costretti a lavorare per lunghe ore e pagati un dollaro all’ora. E non finisce qui: secondo il China Labor Watch, la fabbrica è tra le peggiori in Cina per violazione dei diritti degli operai i quali sarebbero persino costretti a firmare false buste paga con salari gonfiati sotto minaccia di un licenziamento. Abigail Klem, presidente del marchio Ivanka Trump ha detto che da marzo l’azienda ha sospeso la produzione nella fabbrica in Cina, ma sempre secondo il China Labor Watch no sarebbe vero.

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