Kim Jong-un terrorizzato, come non lo avevamo mai visto prima. Misure di sicurezza aumentate, precauzioni di ogni tipo, apparizioni ridotte. Ecco cosa teme il leader nordcoreano


 

L’intelligence sudcoreana aveva parlato negli scorsi giorni di un “Kim Jong-un nervoso”. Quello che è emerso in queste ultime ore è invece una vera e propria ossessione da parte del leader nordcoreano, convinto che stia per partire “un’operazione decapitazione” messa in atto da americani e sudcoreani per eliminare la catena di comando di Pyongyang partendo dai vertici in caso di guerra imminente. Al primo posto della lista dei bersagli ci sarebbe proprio lui, Kim Jong-un, che avrebbe così messo pressione sulle sue spie per raccogliere ogni informazione possibile sull’eventuale tentativo di rovesciamento. Intanto, come precauzione immediata, avrebbe deciso di introdurre le prime misure di sicurezza. Innanzitutto si muoverebbe all’aperto solo all’alba, non viaggiando tra l’altro più sulla sua Mercedes-Benz 600 ma cambiando spesso auto e ricorrendo spesso a quelle dei suoi subordinati, Lexus tutte uguali e anonime che renderebbero così difficile decifrare i suoi spostamenti. Come riportato da Guido Santevecchi e Guido Olimpio sulle pagine del Corriere della Sera, le paure di Kim sarebbero dimostrate anche dalla riduzione delle sue apparizioni pubbliche. (Continua a leggere dopo la foto)



Sulla minore visibilità del capo del regime tra le masse nordcoreane però circola anche un’altra interpretazione: i suoi impegni pubblici hanno cominciato a calare in realtà già dal 2013, forse perché dopo i primi due anni difficili al potere, quando era stato messo in discussione dai vecchi dignitari per la sua giovane età, era già riuscito a cementare il suo status di leader e di erede legittimo della Dinastia Kim. Le uniche operazioni di “decapitazione” note nella crisi coreana finora sono state condotte proprio per ordine di Kim. (Continua a leggere dopo la foto)


 


 

Attualmente il Ministero per la Sicurezza di Stato è guidato da una figura enigmatica, Lee Jungrok, che secondo la testata New Focus International sarebbe in realtà una figura di transizione, legata alle ripetute purghe tra i ranghi degli apparati. Nessuno è al sicuro nella monarchia rossa, le cariche sono effimere come le esistenze, tutti dipendono dalla volontà di Kim Jong-un. Ultimo dettaglio controverso: il fratellastro Kim Jong-nam, fatto uccidere direttamente da Kim Jong-un, viaggiava con passaporto diplomatico nordcoreano regolarmente rilasciato a Pyongyang. Evidentemente, fino a un certo momento il regime lo ha tollerato e usato. Poi dev’essere successo qualcosa che ha segnato la condanna a morte per avvelenamento.

A un passo dalla guerra nucleare: il leader nordcoreano Kim Jong-un se ne frega delle restrizioni americane e prende questa terribile decisione: “Qui è tutto pronto”. Trump si prepara: “Gli Usa non permetteranno atti di forza”