WhatsApp, il terrore in un messaggio. Ha solo 16 anni, afferra il suo smartphone e quello che scrive, purtroppo, si verifica. Un dolore senza fine: cosa è successo


 

“Sto andando a ammazzarla”. Aveva scritto in una chat su WhatsApp . Una frase che sembrava destinata a rimanere tale e che invece stava per concretizzarsi. Così un 16enne turco ha ucciso a scuola una compagna a colpi di pistola e poi ha tentato il suicidio. È successo questa mattina in un liceo di Bursa, nella Turchia nord-occidentale, davanti a diversi altri studenti. Lo riporta l’agenzia Dogan, secondo cui la vittima, Nilufer Acar, anche lei 16enne, era la fidanzata dell’assassino, identificato come H. C. Il killer è ora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Non è la prima volta che casi del generi si verificano con la tecnologia che spesso si trasforma in strumento di persecuzione. Uno degli ultimi casi risale a qualche mese fa quando un 23enne era stato arrestato dai carabinieri di Pandino, comune in provincia di Cremona, per stalker nei confronti della fidanzata 20enne, conosciuta attraverso i social network. (Continua dopo la foto)



Era stata la vittima, bersaglio di oltre 11mila messaggi di minaccia, a chiedere aiuto ai militari raccontando di essere perseguitata da diversi giorni dal ragazzo che viveva in zona e con il quale, dopo la conoscenza ‘virtuale’, aveva iniziato una relazione sentimentale. Fin dall’inizio il 23enne si era mostrato geloso e possessivo – tanto da tentare di costringerla a rinunciare a offerte di lavoro dall’estero – fino a quando di fronte ad alcuni rifiuti, il giovane aveva iniziato a minacciarla pesantemente con oltre 11.000 messaggi. (Continua dopo le foto)


 


 

Un comportamento che ha costretto la vittima a cambiare le proprie abitudini. Ma questo non è bastato: il 23enne l’ha aspettata sotto casa e quando lei ha preso la sua auto lui è salito a bordo e lungo il tragitto le ha portato via le chiavi costringendola a tornare a casa a piedi. Di fronte alla richiesta del ragazzo di un nuovo incontro per riconsegnarle le chiavi dell’auto, la 20enne si è rivolta ai carabinieri che l’hanno accompagnata – di nascosto – all’appuntamento in una zona periferica. Quando i carabinieri di Pandino e quelli di Crema hanno visto che il ragazzo non intendeva restituire le chiavi sono intervenuti, prima che la situazione degenerasse.

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