Missili, gas che paralizza e poi uccide i bambini. Un mondo di nuovo in guerra, è davvero quello che volete? No a un’altra guerra!


 

L’ennesima pagina vergognosa della storia ha destabilizzato le coscienze in tutto il mondo. Quelle dei bambini paralizzati e uccisi dal gas nervino in Siria sono solo l’ultima insopportabile parentesi di un conflitto che si trascina da ormai sei anni, troppi. Come troppe sono le vittime dello scontro feroce tra i ribelli anti Assad, al quale si è aggiunta l’inedita ferocia dei miliziani del sedicente Stato islamico che, tra alti e bassi, controlla anche una parte della Siria. Inevitabilmente, dopo le prime immagini dei morti di Khan Sheikhun, si è scatenata la reazione della comunità internazionale, a caccia di un responsabile. È stato il presidente-tiranno al-Assad, un atto intenzionale, un errore, c’è la complicità dell’alleato russo? Tutte domande che, a ogni evidenza, non avranno risposta certa perché è prassi, in questi casi, incaricare una commissione internazionale d’inchiesta ad hoc che, però, nulla potrebbe senza la collaborazione dello Stato nel cui territorio si è verificato il fatto. E, allora, altre soluzioni si affacciano. (continua dopo la foto)






E la prima notizia del giorno sembra andare in questa direzione, la peggiore: il presidente americano Trump ha autorizzato il lancio di 59 missili Tomahawk da due portaerei al largo del Mediterraneo la base di al-Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche. “Una svolta alla sua presidenza e a sei anni di guerra in Siria”, scrive qualcuno. Una svolta nei rapporti difficili tra due potenze coinvolte nel conflitto siriano su posizioni opposte: la Russia e gli Stati Uniti. Un intreccio di punti di vista e interessi che, come sempre, ‘schiacciano’ la popolazione civile che chiede solo normalità, serenità e che il terreno non riceva più corpi dilaniati dalla follia di una guerra. (continua dopo le foto)








Che le armi siano uno strumento di soluzione lo abbiamo già sentito. La storia è piena di casi, di evidenze, eccezioni e conferme. E l’umanità è stanca di fare la conta dei morti ‘normali’, di quelli da ‘effetti collaterali’ e di quelli che moriranno domani per vendicare quelli di ieri. Basta! È ora che la comunità internazionale, tutta, i grandi del mondo insieme ai piccoli si mettano al lavoro per un futuro diverso. Bombe, aerei, cadaveri, profughi in fuga, donne stuprate, bambini senza più sorriso che saranno pessimi adulti: ma non siete stanchi di tutto ciò?

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