“Emergenza umanitaria”, sono 127 i morti e oltre 200 i feriti. Il bilancio, purtroppo, sale di ora in ora. Cosa sta succedendo e dove


 

La notizia ci arriva dalla Colombia e rischia di trasformarsi presto in un’emergenza umanitaria. Sì, perché al momento è di almeno 127 morti e oltre 200 feriti il bilancio, si teme provvisorio, di un gigantesco smottamento di terreno che ha riversato una colata di fango sulla città di Mocoa, 500 chilometri a sud di Bogotà, in Colombia. La frana è la conseguenza di giorni di piogge torrenziali che si sono abbattute sul paese. Le piogge torrenziali abbattutesi negli ultimi giorni sulla Colombia meridionale hanno innescato uno fortissimo movimento del terreno di dimensioni apocalittiche riversando una colata di fango sulla città di Mocoa. Il bilancio è drammatico e in aggiornamento. Varie frane, intanto, hanno investito anche la parte settentrionale della città di Manizales, in Colombia. Frane che si sono verificate alle 4 e 30 del mattino, quando la gente del posto dormiva. (Continua a leggere dopo la foto)










La valanga di fango e pietre ha completamente distrutto almeno 10 edifici situati su un pendio e danneggiato decine di abitazioni per un totale di almeno 40 famiglie. Le autorità locali hanno riferito che sei strade locali sono state completamente sepolte. Le frane sono state causate dalla pioggia torrenziale che si è abbattuta nella zona per ben 8 ore di fila. Inizialmente c’era grande preoccupazione per 10 persone disperse, ma sette di loro erano già riuscite ad abbandonare le abitazioni prima dell’intervento dei soccorsi. Nell’area stanno operando circa 250 persone tra Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Polizia e squadre di volontari. (Continua a leggere dopo la foto)








 

I soccorritori con i cani specializzati stanno cercando di determinare la sorte delle persone ricercate. Molto probabilmente sepolto dalle case che crollano. E pochi giorni fa stessa sorte era toccata a Lima, in Perù. “È una città fantasma, battuta senza precedenti dalle piogge portate dal Nino, il fenomeno meteorologico che, a intervalli regolari di cinque-sette anni, rovescia in America Latina quantità ampissime di pioggia” – spiegò Simone, un ricercatore italiano che stava sul posto – “Quest’anno il Nino è venuto dalla costa del Pacifico e ha rovesciato la sua potenza a partire dalle zone montuose a 25 km dalla capitale. Qui le precisazioni sono state fortissime: violenti uragani che hanno trascinato a valle massi, fango e quei fiumi d’acqua che, nel giro di pochi giorni, hanno raggiunto Lima, ridisegnandone completamente la vita”.

 

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