“Ecco che fine ha fatto il bimbo”. Nel 1979, ad appena 6 anni, era sparito nel nulla senza lasciare traccia. Tutta la città mobilitata per trovarlo, ma le ricerche non hanno mai dato risultato


 

Per 38 anni hanno atteso. Per 38 anni Stan Patz e sua moglie Julie hanno aspettato per riuscire ad avere un briciolo di giustizia per la scomparsa del loro piccolo Etan, svanito nel nulla a New York il 25 maggio 1979 all’età di 6 anni. Era una giornata calda, e il piccolo Etan stava raggiungendo la fermata dell’autobus per andare a scuola, ma a quell’appuntamento non arrivò mai. Le ricerche mobilitarono un’intera città ma non diedero esito ma adesso viene a galla la verità. Una giuria ha dichiarato Pedro Hernandez, 56 anni, colpevole di rapimento e omicidio. Una decisione difficile visto che il corpo del bimbo non è mai stato ritrovato. Nel 2012 si arrivò all’arresto di Hernandez, dopo una soffiata alla polizia: l’uomo, che nel 1979 aveva 18 anni e lavorava in un negozio vicino alla casa di Etan a Soho, ha raccontato nel corso di un interrogatorio fiume di aver attirato il piccolo nel locale offrendogli una bibita. (Continua dopo la foto)



Dopo lo ha soffocato, ha chiuso il suo corpo prima in un sacco e poi in una scatola e ha abbandonato i resti tra i rifiuti. Tuttavia, scrive il Messaggero, del corpo del piccolo non è mai stata trovata alcuna traccia: il verdetto al quale si è giunti è quindi unicamente frutto della testimonianza dell’uomo, visto che la polizia non è mai riuscita a trovare prove che possano confermare la versione data da Hernandez. Una vicenda ingarbugliata alla quale si aggiunge il fatto che l’uomo soffre di allucinazioni, è schizofrenico e gli sono stati riscontrati gravi problemi mentali.

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tutti fattori sui quali si è basata la difesa, che si è battuta per dimostrare che l’uomo ha difficoltà a discernere tra finzione e realtà e, dunque, abbia solo immaginato di aver ucciso Etan. Questa volta, però, sono state proprio le parole di Hernandez ad aver avuto un peso notevole per arrivare al verdetto di colpevolezza: la confessione, piena di dettagli e di particolari, è stata definita realistica e le sue parole sono state confermate da alcuni parenti chiamati a testimoniare in aula che hanno detto che Hernandez negli anni aveva confessato loro di aver ucciso un bambino a New York. «Abbiamo dovuto attendere a lungo, ma alla fine abbiamo trovato un po’ di giustizia per il nostro piccolo Etan», ha detto il padre uscito dall’aula.

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