“Mai vista una cosa simile”. Un orrore inimmaginabile: una bambina carica di esplosivo avanza tra i militari, loro le puntano il fucile e le dicono di non muoversi. Quello che accade subito dopo è tremendo


 

Di fronte a un orrore simile è impossibile restare indifferenti. Aveva solo 10 anni la bambina che è rimasta uccisa nello scoppio della sua cintura esplosiva. È successo a Banki, nello stato nigeriano di Borno al confine con il Camerun. “Una ragazza di 10 anni circa si è avvicinata agli accampamenti militari e ha tentato di attraversare la strada diretta verso il campo profughi” ha riferito Musa Ahmad, che fa parte di una milizia civile che sostiene l’esercito nigeriano contro gli islamisti di Boko Haram. “I soldati le hanno ordinato di fermarsi ma lei li ha ignorati. Quando hanno minacciato di spararle ha obbedito agli ordini e ha sollevato l’hijab, aveva dell’esplosivo addosso, l’ha attivato e si è fatta esplodere”, ha detto il miliziano. Migliaia di civili sono rifugiati a Banki, a 130 chilometri dalla capitale dello stato, Maiduguri, roccaforte di Boko Haram, la cui insurrezione ha causato oltre 200mila morti e due milioni di profughi dal 2009. (Continua a leggere dopo la foto)








In Africa l’utilizzo di minori come kamikaze da parte di Boko Haram è aumentato nel corso dell’ultimo anno, con almeno un attacco suicida su cinque compiuto da un minore in Camerun, Nigeria e Ciad. Un dato terribile denuncia in un rapporto dell’Unicef, secondo cui in un anno il numero di baby-attentatori è salito di 11 volte. L’orrore nell’orrore. Da Boko Haram all’Isis, passando per le filiere qaediste in Pakistan, Somalia, Palestina, Yemen. L’orrore dei bambini-kamikaze, arruolati a forza e usati come (inconsapevoli) strumenti di morte. Numeri impressionanti, come le storie di ognuno di loro.

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L’utilizzo dei bambini kamikaze è in aumento, ed è in diminuzione la loro età. Le associazioni umanitarie parlano di 300 mila di età minore ai quattordici anni nei vari continenti. Secondo quanto dichiarato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu da Leila Zerrougui, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i minori nei conflitti armati, “da gennaio 2014 in Iraq almeno 700 bambini sono stati uccisi o mutilati, vittime anche di esecuzioni sommarie”. Perché l’Isis non si fa scrupolo di addestrare, utilizzare e, in casi di necessità, uccidere anche i bambini, reclutati dai predicatori e attirati dal martirio che la Jihad offre.

 

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