“Ha iniziato a sparare dal nulla… Una strage”. A soli 12 anni entra a scuola nascondendo un’arma nello zainetto. Poi in classe la estrae di colpo e apre il fuoco. Il bilancio è già drammatico: morti e feriti


 

Una sparatoria drammatica quella andata in scena poche ore fa in Messico. Una tragedia assurda che ha sconvolto una nazione intera, che cerca ora inutilmente di trovare una spiegazione a quella violenza folle, troppo assurda per essere vera. Tutto è successo in una scuola americana nella città di Monterrey, nella parte nord del paese. Un ragazzino di soli 12 anni, che frequentava regolarmente l’istituto al quale era iscritto, ha estratto all’improvviso un’arma dallo zaino e ha aperto il fuoco contro compagni e insegnanti, colpendo apparentemente alla cieca chiunque gli capitasse sotto tiro. Non è ancora chiaro il bilancio complessivo, ma le testate parlano già di tre morti, tutti studenti, e di diversi feriti, alcuni dei quali sarebbero in gravi condizioni. Tra questi anche una docente. A dare la terribile notizia è stato il quotidiano locale Milenio nella sua versione online. Anche l’autore della strage sarebbe poi rimasto ucciso, ma le circostanze non sono state confermate e non si capisce se sia stato coinvolto in uno scontro con gli agenti di polizia o se si sia invece suicidato. (Continua a leggere dopo la foto)






 

La sparatoria arriva a pochi giorni dal raid nella discoteca Blue Parrot di Playa del Carmen, sulla Riviera Maya, in cui sono morte cinque persone, tra cui l’italiano Daniel Pessina, milanese da tempo trapiantato in Messico. Le autorità avevano escluso subito l’idea di un attacco terroristico e parlato piuttosto di una discussione all’interno della discoteca, forse un cliente che non voleva pagare il conto. (Continua a leggere dopo la foto)






 



 

La stampa aveva ipotizzato invece una rappresaglia di trafficanti di droga, ai quali sarebbe stato vietato l’accesso (e lo spaccio) al Blue Parrot. La Riviera Maya, e in generale lo Yucatan messicano, sono rimasti finora al riparo dell’ondata di brutale violenza criminale che insanguina ogni giorno il Messico. Ma la strage del 16 gennaio fa temere che anche la tranquilla e pacifica Playa del Carmen possa diventare come Acapulco, che detiene l’infausto record di omicidi legati alle bande narcos.

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