“Il 2017 un anno nefasto”. Altro che profezie da quattro soldi: “Queste sono le 8 disgrazie che avverranno nei prossimi mesi”. Uno studio autorevole mette in guardia il mondo intero: “Preparatevi al peggio”. Cosa succederà (di reale)


 

Il 2017 è appena iniziato ed è naturalmente l’immancabile momento delle previsione, nefase, positive e tragiche. Tutto, nello stesso calderone. L’Italia in mano ai Cinque stelle, la fine dell’Europa, il possibile attacco nucleare della Corea del Nord, il tracollo dell’economia cinese. Delle vere proprie profezie elaborate come ogni anno dalle banche d’affari. “Il Tempo” ne ha raccolti alcuni tra quelli degli analisti di Societe Generale, Saxo Bank e Forexinfo.it. La probabilità che gli eventi catastrofici si realizzino è molto bassa ma vanno sempre e comunque prese in considerazione. Ed è sempre meglio pensare al peggio per essere pronti a qualsiasi cosa meglio ancora, tirare un sospiro di sollievo.

Il dopo Gentiloni – Se il nuovo premier non riuscisse a portare avanti il mandato potrebbe salire al potere il Movimento 5 Stelle o un ritorno di Matteo Renzi. Quindi ci potrebbe essere un referendum sull’euro e un ritorno alla lira se fosse confermata la prima ipotesi: si aprirebbe una fase di incertezza e l’Italia rischierebbe una nuova impennata dello spread e dei tassi di interesse. (Continua dopo la foto)






Banche italiane in salvo – Gli istituti di credito italiani vanno meglio di tutti gli altri europei. Appesantiti da forti crediti in sofferenza in una economia nazionale stagnante, è stata gettata loro un’ancora di salvezza non per considerazioni locali ma per il fatiscente sistema bancario tedesco. Parte così il processo che consente al sistema bancario di ricapitalizzare e viene istituita una Banca Europea dei Crediti Deteriorati per ripulire i bilanci delle banche europee e fare ripartire il meccanismo del credito bancario. Le azioni delle banche italiane avranno un rally di oltre il 100%.

Che fine farà l’Ue? – La destra sta incrementando le proprie percentuali in tutta europa. Ma una vittoria dell’estrema destra nei Paesi Bassi, in Francia con Marine Le Pen, e in Germania alle elezioni in programma per il 2017 potrebbe sancire la fine dell’Europa, su questo non c’è dubbio.

Addio all’Austerity – I partiti tradizionali ammetteranno di non aver fatto abbastanza per rilanciare l’economia e abbandoneranno i loro programmi di austerità. Ci sarà un’enorme emissione di obbligazioni europee, contro l’ostilità tedesca, all’inizio orientata verso progetti infrastrutturali per 1 bilione di euro, per attrarre capitali.

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Occidente Vs Corea del Sud – Kim Jong-Un sta completando lo sviluppo del programma nucleare entro la fine del 2017. La minaccia di un attacco nucleare contro gli Usa provocherebbe un caos forse mai visto prima, e non solo sui mercati finanziari. Una visione nefasta ma di certo plausibile.

E se Pechino crollasse? – La Cina è il più grande consumatore di materie prime, oltre che del greggio, e crea il 15% del Pil mondiale: qualsiasi crollo cinese farebbe saltare l’equilibrio dei mercati finanziari mondiali. E già un modesto rallentamento della crescita della Cina avrebbe un brusco impatto sulle materie prime e potrebbe potenzialmente innescare un altro crollo.

After Trump – Se Donald Trump aumenta la spesa statale, incrementando il debito nazionale americano, ci sarà il decollo della crescita americana e dell’inflazione, che costringerà la Federal Reserve a intensificare gli aumenti dei tassi. Questo significa che il dollaro arriverà a quotazioni astronomiche. E i Paesi cercheranno valute alternative e forme alternative di pagamento non legate a banche centrali in particolare alle “criptovalute” come il Bitcoin. Una pratica in qualche modo già utilizzata, ma cosa succederebbe se tutto il mondo pagasse in moneta virtuale?

Usa caput mundi – L’aumento del protezionismo Usa e la fine del libero commercio sono un caposaldo del piano di Trump. Questo però potrebbe scatenare una guerra commerciale con la Cina e distruggere le alleanze commerciali esistenti. Questo avrebbe un impatto marcato sulla crescita economica mondiale e potrebbe anche innescare un lungo periodo di stagflazione (crescita bassa e alta inflazione). Niente di più vicino alla realtà visto che si basa su uno dei punti cardine della campagna elettorale di The Donald.

Insomma niente di buono, o poco. Ma le previsioni restano previsioni e in genere l’essere umano tende a guardare il futuro (economico in particolar modo) in maniera negativa. E’ pur vero che lo stesso è in grado di risolvere problematiche anche più complesse senza poi ripercussioni così pericolose. Fiducia.

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