Isis, solito orrore: “Vi spiego come i jihadisti decapitano i cristiani”


 

“L’Isis mi ha obbligato a vedere come decapitavano i cristiani”. Il racconto choc è di Nael Goitom, sedicenne eritreo sbarcato in Sicilia dopo essere scappato dai terroristi che lo avevano catturato. A raccogliere la sua testimonianza è stato Gianluca Mezzofiore, giornalista dell’International Business Time. Il giovane è stato rapito il 3 marzo scorso mentre cercava di attraversare il confine tra Sudan e Libia. Con lui somali, etiopi ed eritrei. Rapiti da uomini affiliati all’Isis, che hanno lasciato andare i somali e i musulmani e trattenuto gli altri.

Prigionieri di un campo con circa 300 jihadisti, tenuti in una profonda buca, per giorni, poi gli uomini trattenuti dagli islamisti sono stati uccisi, ai ragazzi è stato offerto di diventare “cucciolo del califfato” o morire. Hanno scelto la prima, ma appena è stato possibile sono scappati. Nel mese trascorso in prigionia Nael e i suoi compagni sono stati costretti ad assistere alle esecuzioni e alle decapitazioni degli adulti. Le stesse esecuzioni che poi sono finite in un video di propaganda del gruppo. I giovani sono stati costretti a guardare tutto. Oggi Nael ha gli incubi: quelle immagini tornano in continuazione a riaffiorare nella sua mente.

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