Migranti, ansia per il rischio invasione: “Un milione pronti a partire dalla Libia”


 

Mentre si continuano ad ascoltare i superstiti dell’ultimo tragico naufragio nel Canale di Sicilia che ha causato un numero imprecisato di vittime – tra i 700 e i 950 migranti – si fanno calcoli preoccupanti. Sarebbero un milione i migranti pronti a partire dalle coste della Libia. Ada affermarlo è il procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, che sta portando avanti una indagine su una rete transnazionale che gestisce i viaggi degli extracomunitari verso la Sicilia. C’è, dunque, il rischio che un numero elevatissimo di migranti africani e asiatici raggiungano le coste italiane. Una preoccupazione che riporta alla mente le parole di Gheddafi che minacciava di non ostacolare i viaggi della disperazione verso le coste settentrionali del Mediterraneo.

Anche il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, ha riconosciuto il “pesante impatto” sull’Italia per l’arrivo di tanti migranti ed è grato al governo italiano per tutti i suoi sforzi. Per questo ha fatto appello alla comunità internazionale perché dimostri solidarietà e divida il peso di questa crisi. Ban osserva che il Mediterraneo è diventata “la rotta più letale del mondo” per migranti e per chi cerca asilo politico: “La risposta della comunità internazionale deve essere globale e collettiva”.

Anche Roma chiede azioni condivise e collettive: “Contro gli scafisti è possibile un’operazione condivisa in Europa, ma mirata. Ci sono tutte le condizioni per farlo”, ha detto Matteo Renzi. Renzi propone “interventi mirati sugli scafisti, persone che vanno affidate alla giustizia. L’Italia ne ha arrestati 976, possibile lo facciamo solo noi?”. “Penso che il Consiglio europeo potrà tenere una posizione unanime e condivisa” sui temi della Libia e dell’immigrazione, ha concluso il premier.

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