Non è un incontro di cortesia: Obama e Castro stanno per cambiare la storia. E l’embargo…


 

Panama è uno di quei paesi che uniscono geograficamente le due Americhe che, da ieri, sembrano più vicine nonostante le differenze economiche, sociali e politiche tra Nord e Sud. E tra Nord e Sud c’è Cuba, da oltre mezzo secolo una delle sfide di Washington nel suo storico cortile di casa. Cortile però cambiato negli ultimi vent’anni per l’ascesa di voci critiche verso quello che è considerato il padrone dell’intero continente. A Panama, durante il Vertiche delle Americhe, si accorcia definitivamente la distanza tra Barack Obama e Raúl Castro e cioè tra Washington e L’Avana: Stati Uniti e Cuba tornano a parlare e dopo la stretta di mano di venerdì, che è l’immagine più rappresentativa di questo momento storico – e in attesa del faccia a faccia annunciato – Obama e il fratello di Fidel mettono sul tavolo le loro dichiarazioni di intenti, parlando di “occasione storica” da una parte e di “coraggio” dall’altra.

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E’ il presidente degli Stati Uniti ad aprire lo scambio quando, in sessione plenaria al vertice delle Americhe, sottolinea come la presenza di Cuba al summit sia “un’occasione storica”. “Vogliamo stabilire relazioni diplomatiche” con Cuba, ribadisce, precisando di aver chiesto al Congresso che cominci a lavorare per sospendere l’embargo vigente per decenni.

“Guardiamo al futuro”, afferma con convinzione il presidente degli Stati Uniti. Perché del passato Obama non intende farsi carico. La “Guerra Fredda è finita da tempo”, scandisce, “non sono interessato a combattere battaglie iniziate prima che nascessi”. Così si guadagna il rispetto e il riconoscimento del presidente cubano: Barack Obama, è “onesto” e “umile”, “non è responsabile per i 10 presidenti che lo hanno preceduto”, concede. E plaude alla “coraggiosa decisione” di voler migliorare le relazioni fra Washington e L’Avana, ma insiste: Cuba non sarebbe mai dovuta essere inserita nella lista nera americana dei paesi che sponsorizzano il terrorismo. E il pensiero va, inevitabilmente, a quell’embargo anacronistico che i democratici vogliono superare incontrando le resistenze di alcuni settori repubblicani, quelli ancora in trincea contro il nemico socialista.

Il mondo che migliora, la storica stretta di mano tra Obama e Castro: “Collaboriamo”