La Francia accusa Papa Francesco: “Non vuoi il nostro ambasciatore solo perché è gay”


 

Un fatto curioso quello che sta succedendo in questi giorni in Vaticano, sembra infatti, secondo i media francesi, che un ambasciatore non sia ben accetto perché gay. È dal 5 gennaio che il Consiglio dei ministri ha indicato Laurent Stéfanini per il posto di ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. 55 anni, cattolico praticante e uomo di eccezionale cultura, nominato capo del protocollo dell’Eliseo nientepopodimeno che da Nicolas Sarkozy e confermato in quella posizione da François Hollande. Ma il Vaticano non ha ancora dato il suo assenso alla nomina. In occasione del concistoro di febbraio l’arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, ha consegnato a papa Francesco una lettera nella quale sottolinea le grandi qualità di Stéfanini, ma il primo marzo l’ambasciatore uscente Bruno Joubert ha lasciato villa Bonaparte per rientrare a Parigi, alla Corte dei Conti, senza essere sostituito.

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L’ambasciata è ancora priva di ambasciatore, e prima il Canard enchaîné poi gli altri media francesi sostengono che il solo ostacolo è l’omosessualità di Stéfanini. Di certo il nuovo ambasciatore non l’ha mai nascosta, né tantomeno l’ha mai esibita, eppure è bastato per frenare una nomina che di solito procede senza intoppi. La Segreteria di Stato non si è pronunciata apertamente, non è stato opposto alcun rifiuto esplicito. Ma il silenzio, in questi casi, è altrettanto eloquente, visto l’oggettiva anomalia di una sede diplomatica priva di titolare da oltre un mese. La sala stampa vaticana ieri sera ha continuato su questa linea, rispondendo con “no comment”. La Francia ha individuato e proposto il suo uomo, che gode di stima unanime a destra e a sinistra. Ma il Vaticano non concede l’indispensabile gradimento.

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