Kenya, orrore islamista al campus: 147 morti, cristiani decapitati e decine di dispersi


 

Un bilancio spaventoso alla fine dell’incursione degli estremisti islamici in Kenya. Sono 147 le vittime accertate al campus universitario di Garissa, a pochi chilometri dal confine somalo, attaccato dagli estremisti somali al-Shabaab. Una volta entrati, i miliziani hanno separato gli studenti cristiani da quelli musulmani, liberando alcuni di questi ultimi. Secondo quanto riferisce la polizia, il numero dei morti attualmente è di 147 persone, mentre 500 studenti che erano nel campus sono stati salvati. Però non si hanno ancora notizie di 300 ragazzi. Quattro attentatori sono stati uccisi. All’alba i miliziani sono entrati armati dentro al campus e si sono asserragliati in un dormitorio. Qui sono risuonate esplosioni e colpi d’arma da fuoco per diverse ore. La Croce Rossa keniana ha fatto sapere che tra i feriti, una trentina, ce ne sono quattro molto gravi, che sono stati trasportati in aereo a Nairobi.

Intanto un testimone ha riferito che alcuni di loro hanno le gambe tagliate e la maggior parte ha ferite da arma da fuoco. Le stesse fonti hanno aggiunto che un terrorista è stato arrestato mentre cercava di fuggire aggirando il cordone di sicurezza istituito dai militari keniani attorno all’università dove un numero imprecisato di miliziani sarebbero ancora asserragliati tenendo in ostaggio degli studenti. Nella serata di ieri l’operazione dei militari keniani è terminata con numero impressionanti: oltre i 147 morti ci sono 79 feriti ma mancano all’appello ancora almeno 150 persone tra studenti e professori. Degli 815 che risultavano presenti al momento del raid, solo 500 sono stati ritrovati. Quattro dei terroristi sono stati uccisi.

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