Allarme attentato per Papa Francesco: “Ecco dove e quando possono colpire”


 

Nuove minacce contro Papa Francesco: questa volta a parlarne sono fonti balcaniche, intercettate dal quotidiano Il Giornale. “Abbiamo determinate informazioni su possibili minacce alla sicurezza per la visita del Papa a Sarajevo”, rivela a Fausto Biloslavo, il ministro dell’Interno della Republika Srpska, Dragan Lukac. A Banja Luka, la “capitale” dei serbi di Bosnia, gli estremisti islamici sono considerati un pericolo mortale e, del resto, il Califfato ha più volte lanciato messaggi propagandistici sulla conquista di Roma o realizzato fotomontaggi con la bandiera nera che sventola su piazza San Pietro. Una fonte riservata a Sarajevo ammette “che ci aspettiamo ulteriori minacce. L’importanza della visita nella terra di frontiera bosniaca è storica, come la sua delicatezza in questo momento, con l’allarme globale del terrorismo di matrice islamica”.

Il rischio maggiore è rappresentato dai volontari della guerra santa che partono per la Siria. “Si conoscono nomi e cognomi di 160 jihadisti, ma secondo le nostre informazioni sono più di 350, compresi i bosniaci che vivono nelle comunità dell’Europa occidentale”, dichiara il ministro. C’è anche da considerare che dall’Italia su 58 mujaheddin partiti per Siria e Iraq, 8 sono balcanici e 4 risultano morti in combattimento. Ieri, inoltre, è stata annunciata la morte del jihadista Denis Delanovic partito dalla Germania, ma originario di Veluka Kladusa, roccaforte salafita nella Bosnia nord occidentale.

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Il ministro serbo aggiunge che “le enclave estremiste servono come centro di reclutamento. La polizia bosniaca è al corrente che si addestrano, non alla luce del sole, ma nelle zone circostanti in mezzo ai boschi”. I più giovani aderiscono allo Stato islamico, ma gli anziani, come i veterani della guerra contro i serbi, hanno maggiori simpatie per al-Nusra, la costola di al-Qaeda in Siria. “Il pericolo è il ritorno dei combattenti dalla Siria dove sono pronti a morire per la guerra santa. Figuriamoci cosa possono combinare in Bosnia e la minaccia che rappresentano per l’Europa compresa l’Italia”, sottolinea Lukac.

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