Vuoi combattere contro l’Isis? Bastano 1000 euro e Facebook. E gli italiani partono


 

Sembra una follia ma c’è chi ha intenzioni (serie) di andare al fronte a combattere l’Isis. Per entrare a far parte delle “Unità di protezione del popolo” è facilissimo, basta fare un giro su Facebook, trovare i giusti contatti e fare direttamente il colloquio online tramite il social: “Entra nelle Ypg, manda i terroristi all’inferno e salva l’umanità” così si trova scritto in qualche pagina, nella quale è sottolineato che non è reato come invece lo è combattere per qualunque altro esercito all’estero. Ma contro il terrorismo no, quello è ammesso. Come si fa? E soprattutto quale sono le loro idee di battaglia? In un’intervista a Repubblica un aspirante soldato spiega le dinamiche per diventare un combattente. “Sono circa 50mila”, spiega sottolineando come tra questi ci siano anche 5 italiani e altri provenienti da tutto il mondo.

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Ci sono anche molte donne, “Circa un terzo dell’esercito”. Per arruolarsi è facilissimo. “Devi prendere un volo fino a Sulaymaniyah city, in Kurdistan, nel nord dell’Iraq – racconta – Ci saranno delle persone ad aspettarti. Ci occuperemo noi di tutto. Devi però prima mandarci una copia del tuo passaporto e, naturalmente, i riferimenti del tuo volo”. Ti vengono a prendere e ti portano nellla loro base di Derek city in Siria dopo un viaggio di 6 ore di macchina e un secondo scalo. Puoi scegliere se diventare un combattente in prima linea o se restare nelle retrovie, e puoi lasciare quando vuoi. Ma niente cellulare, niente oggetti personali: “Non ti faremo mancare nulla e sarai al sicuro: non c’è alcuna possibilità che tu venga rapito”. Probabilità di vittoria? “Vinceremo. Ma il prezzo sarà alto”. Il costo? 1000 euro.

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